Politica
PLR e Centro: «Chiediamo un vero passo indietro da parte di Zali»
Red. Online
23.07.2026 19:01

Foto: © Gabriele Putzu
I partiti domandano che Zali venga immediatamente sospeso, in via cautelativa, dall’esercizio di tutte le funzioni di consigliere di Stato
«Chiediamo un vero passo indietro da parte di Claudio Zali»:
PLR e Centro hanno preso atto della decisione odierna del Governo ticinese di
revocare al Consigliere di Stato Claudio Zali le competenze in materia di
giustizia e polizia, dopo il polverone che si è sollevato nelle scorse ore. «Si
tratta di una decisione doverosa, che rappresenta il minimo indispensabile alla
luce della gravità della situazione venutasi a creare. Tuttavia, essa non è
sufficiente a ristabilire la credibilità delle istituzioni e la fiducia dei
cittadini», ribadiscono i due partiti in un comunicato congiunto diffuso in
serata.
Le vicende che coinvolgono il Consigliere di Stato Zali «sono
molteplici» e «riguardano aspetti di particolare rilevanza per l'esercizio
della sua funzione», rilevano PLR e Centro. «In particolare, restano aperti gli
accertamenti sul caso del giovane della Farera, oggetto di verifiche da parte
della Magistratura e dell'alta vigilanza del Gran Consiglio, così come le
questioni legate ai file audio, sui quali lo stesso Consigliere di Stato ha
annunciato di voler fornire chiarimenti nei prossimi giorni».
In questo contesto, il due partiti ritengono che «non
sussistano più i presupposti per l'esercizio sereno ed efficace della funzione
di membro del Consiglio di Stato. Per tutelare l'onorabilità della carica,
preservare la fiducia dei cittadini nelle istituzioni e dimostrare il
necessario senso di responsabilità verso lo Stato, chiediamo pertanto che
Claudio Zali venga immediatamente sospeso, in via cautelativa, dall’esercizio
di tutte le funzioni di Consigliere di Stato».
Per gli esponenti di PLR e Centro, la sospensione deve
riguardare la presidenza del Consiglio di Stato, la direzione del Dipartimento,
l’esercizio delle competenze governative, la partecipazione alle decisioni
collegiali e le funzioni di rappresentanza istituzionale. Una misura che «dovrà
restare in vigore fino a quando la magistratura avrà appurato in modo completo
i fatti e le eventuali responsabilità». Pur precisando che «non si tratta di
anticipare un giudizio penale né di disconoscere la presunzione d’innocenza, si
tratta di assumere una decisione cautelativa indispensabile per proteggere
l’onorabilità, la credibilità e il corretto funzionamento delle istituzioni
cantonali».
La responsabilità politica e istituzionale non coincide
infatti con quella penale, si legge nel comunicato congiunto. «Chi esercita una
funzione governativa deve poter garantire, anche durante lo svolgimento degli
accertamenti, che il proprio ruolo non comprometta la fiducia dei cittadini, il
lavoro dell’amministrazione e l’autorevolezza dello Stato. Qualora i fatti
emersi dovessero essere confermati, non potrebbe esservi altra conseguenza
politica e istituzionale che le dimissioni di Claudio Zali dal Consiglio di
Stato».

