Cantonali 2023
PLR, ecco il quarto candidato al Consiglio di Stato
Redazione
20.10.2022 08:08

Foto: © Facebook - Luca Renzetti
Si tratta di Luca Renzetti, presidente distrettuale del Locarnese. “voglio invertire un po’ la tendenza che vede la figura dell’imprenditore poco presente nella politica di oggi”.
Sta prendendo forma la lista del Partito
Liberale Radicale per la corsa al Consiglio di Stato alle elezioni cantonali
del 2023. Il quarto candidato per il governo, scrive LaRegione, è Luca
Renzetti, capogruppo in Consiglio comunale a Locarno e presidente distrettuale
del Locarnese. Il suo nome si aggiunge a quelli di Christian Vitta, Alessandra
Gianella e Jean-Jacques Aeschlimann.
“La figura dell’imprenditore è poco presente in politica”
Renzetti professionalmente è attivo come
imprenditore nel settore dell’architettura, ma cosa potrebbe portare alla
politica cantonale? “L’imprenditore alla politica può portare coraggio,
responsabilità, capacità di trovare soluzioni quotidianamente, interpretazioni,
mediazioni e visioni”, spiega Renzetti nell’intervista. “Tutte cose che servono
alla politica, e sarebbe deleterio che una parte della società e del tessuto
economico ticinese così importante non sia rappresentata in Consiglio di Stato
e non a sufficienza in Gran Consiglio. La figura che desidero
rappresentare ha una trasversalità che va dalla parte progettuale che
presuppone un costante confronto col territorio, all’economia e alla finanza,
gestendo al meglio risorse umane e capitali, mantenendo un dialogo continuo con
le istituzioni e naturalmente con il cliente. Penso che alla politica serva il
punto di vista di chi vive in prima persona questi ambiti”.
Le priorità dell’agenda di Renzetti
Fuga dei cervelli, pianificazione
territoriale ed energia sono i temi principali sui quali vorrebbe chinarsi il
candidato locarnese. Per rispondere al primo problema la ricetta di Renzetti è
quella di “puntare sulla formazione continua ben indirizzata intensificando i
rapporti tra le imprese e le università o gli istituti superiori, a partire
dalla Supsi, e creando maggiori partnership pubblico-privato”. Mentre per
quanto riguarda l’approvvigionamento energetico “ci vogliono soluzioni verso il
decentramento energetico, complementare alla tradizionale produzione
centralizzata. Dobbiamo diventare il più possibile produttori d’energia a
livello locale”. Tra queste “lo sfruttamento del fotovoltaico, dell’idroelettrico,
l’adozione di nuove tecnologie e una corretta informazione ai cittadini sul
tema”.

