Ticino
Poca neve? "Da anni le stazioni sciistiche sono al lavoro per proporre altre attività"
Redazione
28.12.2022 06:05

Il direttore dell'Otr Bellinzona e Valli Juri Clericetti analizza la situazione attuale delle stazioni sciistiche ticinesi. “Nelle stagioni in cui non nevica è necessario trovare delle alternative”.
Il 2022
è stato un anno caratterizzato dalle alte temperature, sia in Svizzera sia in
Ticino. Questa condizione, unita alle poche precipitazioni dell’ultimo periodo,
ha complicato i piani degli impianti di risalita ticinesi. Ma come hanno fatto
fronte alle difficoltà le stazioni sciistiche? Quali strategie sono state messe
in atto? Ticinonews ne ha parlato con Juri
Clericetti, direttore dell'Organizzazione turistica regionale Bellinzona
e Valli.
Abbiamo
sentito i meteorologi di MeteoSvizzera dare delle brutte notizie soprattutto per
gli impianti di risalita. La neve è poca, la partenza non sembra essere delle
migliori. Ci può dare una visione d'insieme per quanto riguarda il comprensorio
della sua organizzazione turistica regionale?
“È
vero, la situazione non è ideale. Abbiamo avuto un ottimo inizio di dicembre,
dove ha nevicato e le temperature erano abbastanza basse. Purtroppo l'abbiamo
visto tutti, le temperature sono aumentate in questi ultimi 10 giorni e quindi
la situazione non è semplice. In ogni caso tutti gli impianti sono aperti, o
parzialmente aperti, da Airolo, a Carì, al Nara a Campo Blenio. Chiaramente non
in tutte le stazioni possono essere utilizzate la totalità delle piste per lo
sci alpino. Al Nara ad esempio non si può sciare ma si possono svolgere altre
attività che rappresentano un'offerta molto interessante sulla quale puntiamo
anche noi come ente turistico negli ultimi anni. Penso in particolare alle
slitte e ai percorsi invernali, quindi racchette, ciaspole e passeggiate sulla neve”.
Dunque, malgrado la poca neve, le stazioni si sono un po' riorganizzate?
“Effettivamente
sì, è un lavoro che le stazioni stanno già facendo da alcuni anni. In
particolare si tratta di trovare delle alternative alle stagioni dove non
nevica, come questa (almeno per il momento, anche se io sono sicuro che la
situazione cambierà). Nel 2021 non c'era neve, mentre due anni fa ce n'era moltissima
ma eravamo bloccati dalla situazione pandemica e dall'emergenza sanitaria. Al di
là di questo, le stazioni stanno già lavorando per essere pronte a proporre qualcosa
di alternativo: lo sci alpino la fa da padrone, però abbiamo anche lo sci nordico,
in particolare a Campra, ma anche in altri posti dove vengono offerte delle
piste da sci di fondo e, come dicevo, l'alternativa che va per la maggiore
negli ultimi anni sono dei percorsi invernali sui quali abbiamo investito anche
personalmente in collaborazione con l'Ente regionale di sviluppo, con gli
impianti stessi e con i Comuni”.
Ormai
gli anni caldi sono sempre più frequenti e in un'intervista di oggi il
presidente svizzero per le regioni di montagna, Thomas Egger, ha affermato che le
stazioni che basano le proprie fortune sugli sport invernali dovrebbero
reinventarsi. Lei è d'accordo con queste riflessioni? E in Ticino quali piste
si potrebbero seguire?
“Posso
essere parzialmente d’accordo, ma io sono convinto che si debba mantenere quella
che è la tradizione invernale di questi impianti di risalita che sono nati
proprio sull'inverno. Allo stesso tempo, dobbiamo anche essere capaci di
trovare delle alternative, soprattutto per le altre tre stagioni, in modo da rafforzare
gli altri periodi dell’anno, ovvero la primavera, l'estate e l'autunno. È il
tema della destagionalizzazione, che aiuta ad avere delle entrate durante tutto
l'anno per compensare quello che si potrebbe perdere nei mesi invernali. L'idea
è quella di dilatare il rischio imprenditoriale su tutte le quattro stagioni, e
non solo su quella fredda”.
Spostiamoci
sul fronte dei pernottamenti, c'è movimento in questo periodo nelle valli
dell'alto Ticino?
“Proprio
in questi giorni hanno fatto un paragone tra l'inverno di quest'anno e quello del
2021. Siamo un po' sulla falsa riga dello scorso anno; Natale è meno ambito, quindi
la media degli alberghi è circa sul 40-50%, tenendo conto di Bellinzona e soprattutto
delle valli. Si va poi in crescendo per le festività di fine anno. Reggono bene
invece gli appartamenti, proprio perché l'offerta turistica non va ad
influenzare al 100% la scelta di andare in un appartamento: la gente cerca
infatti quello che è il bello di stare in famiglia, di passare comunque le
vacanze natalizie con delle attività che non devono essere per forza lo sci
alpino. Come detto, ci sono altre proposte. Teniamo conto che per i bambini Campo
Blenio offre comunque tanto e riesce veramente ad essere interessante, e la
stessa cosa vale anche per le altre stazioni. Gli appartamenti soffrono quindi di
meno”.

