USa 2024
Politica economica di Trump, "la Svizzera rischia di subire un impatto indiretto"
Redazione
06.11.2024 18:56

L'analista Elena Guglielmin commenta le implicazioni che le strategie del tycoon potrebbero avere per la Confederazione. "Se l'Europa dovesse essere soggetta ai dazi del 10% di cui parla il tycoon, ci sarebbe un effetto negativo per il nostro Paese".
I mercati statunitensi hanno reagito in maniera positiva
all'elezione di Donald Trump, la cui politica economica è molto chiara e basata
sulla deregolamentazione. Una politica analizzata da vicino dagli esperti di
UBS, che oggi hanno incontrato la stampa per delineare i trend emersi e le
implicazioni economiche del voto odierno. “Parliamo di un programma dei
repubblicani che è stato sempre assolutamente chiaro”, commenta ai microfoni di
Ticinonews l'analista Elena Guglielmin. “Trump si è sempre espresso con una certa
precisione riguardo la riduzione delle aliquote fiscali per le aziende, dal 28
al 21%. Lui ha addirittura ventilato un possibile calo al 15%, ma si tratta di un obiettivo
davvero molto difficile da raggiungere”.
"Una spinta sulla crescita del PIL"
Il tycoon ha parlato anche di aliquote sulle persone
fisiche che non verranno modificate. Vi sono poi degli incentivi legati alla
transizione ecologica “che effettivamente potrebbero essere cancellati. Bisognerà
vedere come l’intera tematica delle energie rinnovabili verrà dipanata dall’amministrazione
Trump. Abbiamo inoltre tutti quei vantaggi molto apprezzati dai mercati, come una supervisione
regolamentare ridotta, la quale offre indubbiamente un vantaggio notevole per il
settore finanziario". In definitiva "si assiste a una spinta a breve termine sulla
crescita del PIL”.
L'impatto sulla Svizzera
Venendo alle implicazioni concrete che le linee guida
della politica economica di Trump potrebbero avere per la Svizzera, “rischiamo di subire un impatto indiretto - che ad oggi non possiamo ancora quantificare - perché siamo forti esportatori in Europa e se questa dovesse essere soggetta ai dazi del 10% di cui parla Trump, ci sarebbe ovviamente un’implicazione negativa anche per la Confederazione”. Non bisogna tuttavia dimenticare che ci sono anche aziende elvetiche che producono direttamente negli Stati Uniti “e loro ovviamente sarebbero avvantaggiate”. Ad oggi "abbiamo un’economia svizzera sana. Noi prevediamo una crescita del PIL dell’1,5% nel
2025, però è chiaro che tutto questo è soggetto a quanto accadrà nei prossimi 12
mesi”, conclude Guglielmin.

