Il caso
"Possibile ingerenza nella politica estera da parte di UNIA?"
Redazione
28.05.2025 15:46

Foto: ©Chiara Zocchetti
In un'interrogazione interpartitica vengono poste una serie di domande circa presunte raccomandazioni di voto del sindacato per l'appuntamento alle urne dell'8 e 9 giugno in Italia. "Tale attività è compatibile con i principi di neutralità e non ingerenza che devono guidare l’azione di enti elvetici?"
Il sindacato svizzero UNIA “avrebbe
inviato ai propri iscritti (in larga parte cittadini italiani residenti in
Svizzera o frontalieri) comunicazioni con indicazioni di voto riferite alle
prossime elezioni e referendum previsti in Italia l’8 e 9 giugno 2025”. Il
fatto, segnalato a diversi membri del Parlamento ticinese, è finito ora al
centro di un’interrogazione interpartitica (primo firmatario il liberale radicale
Luca Renzetti). Tali comunicazioni, si legge nell’atto parlamentare, “contengono
raccomandazioni di voto chiaramente orientate a favore di una parte politica
ben precisa – quella della sinistra italiana – con richiami diretti a
determinate forze”.
“Una forma di ingerenza politica estera?”
Una simile attività, se confermata,
“si configurerebbe come una forma di ingerenza politica estera da parte di
un'organizzazione svizzera, che eccede di gran lunga i compiti sindacali
statutari legati alla tutela dei lavoratori attivi nel nostro paese”. Ciò “appare
ancor più problematico se si considera che UNIA, come altri sindacati, riceve
risorse pubbliche elvetiche dirette o indirette, destinate al perseguimento di
finalità connesse al mercato del lavoro e alla coesione sociale in Svizzera, e
non certo ad attività di influenza politica al di fuori dei confini nazionali”.
È lecito domandarsi se tali iniziative “siano compatibili con l'ordinamento
giuridico elvetico e con le condizioni poste per l’eventuale attribuzione di
sostegni pubblici al sindacato UNIA”.
Le domande
Si chiede quindi al Consiglio di
Stato se è a conoscenza delle comunicazioni diffuse da UNIA relative
al voto in Italia previsto per l’8 e 9 giugno 2025 e se ritiene tali
comunicazioni compatibili con il mandato istituzionale e statutario di un
sindacato svizzero. L’attività descritta “è compatibile con i principi di
neutralità e non ingerenza che devono guidare l’azione di enti elvetici,
soprattutto quando questi ricevono fondi pubblici?” Non finisce qui: gli interroganti
vogliono anche sapere se UNIA riceve o ha ricevuto contributi pubblici
cantonali o federali, direttamente o indirettamente, e se sì in quale misura e per quali finalità. Infine, si domanda all’Esecutivo cantonale se intende approfondire la questione
con gli organi federali competenti, e quali misure intende adottare qualora si
ravvisassero elementi di criticità rispetto all’uso di fondi pubblici o alla
violazione del principio di neutralità.

