Salute
Post parto, quando le neomamme vengono lasciate sole
Redazione
28.01.2023 10:25

Foto: ©Chiara Zocchetti
Spesso dopo il parto i bisogni della madre vengono messi da parte in favore di quelli del neonato. La mamma ha però la necessità di essere sostenuta e di poter esprimere la propria stanchezza.
L’8
gennaio all’ospedale Sandro Pertini di Roma un neonato di tre giorni è stato
trovato morto e una delle ipotesi è che possa essere rimasto soffocato dopo che
la madre si era addormentata allattandolo. Una tragedia che ha fatto sorgere
molti dubbi sulla pratica del sonno condiviso e non solo nella vicina Penisola.
Quanto accaduto ha facilmente varcato i confini,
giungendo anche alle nostre latitudini. Anny Di Marco-Marelli e Francesca
Frigerio, levatrici che al centro Amnios di Mendrisio accolgono e accompagnano
le neo mamme, negli ultimi giorni si sono così trovate sommerse dalle numerose
domande e paure relative alla pratica del ‘rooming in’, ovvero del sonno
condiviso. Un fatto che ha riacceso l’attenzione anche sull’assistenza che
viene riservata alle neo mamme appena dopo il parto e sul fenomeno della
violenza ostetrica. “Può essere considerata violenza ostetrica quello che la
donna vive come un’intrusione sul suo corpo, qualcosa nel quale non si sente
rispettata, ed è molto soggettiva”, spiega Frigerio ai microfoni di Ticinonews.
“La mamma deve poter esprimere la propria stanchezza”
I desideri, ma soprattutto
i bisogni, cambiano da donna a donna e non è sempre facile individuarli. Spesso
vengono infatti messi da parte in favore di quelli del nascituro. “La donna al
momento della gravidanza è al centro. Una volta partorito, diventa un contorno
del quale difficilmente ci si occupa”, prosegue Frigerio. Nato il bambino “ci
si dimentica dei bisogni della mamma, che ha fortemente necessità di essere
sostenuta e soprattutto di poter esprimere la propria stanchezza”, rimarca Marco-Marelli.
Fondamentale ascoltare la mamma
Una stanchezza necessaria
da ascoltare perché, come spiegano le levatrici, nonostante l’approccio alla
nascita sia drasticamente cambiato negli anni, abbracciando sempre di più
pratiche come il ‘rooming in’, il contatto pelle a pelle, questo modello non
può essere applicato senza tener conto della singola situazione. “È una norma
biologica della donna quella di avere contatto con il proprio bambino, ma implica
che la mamma possa chiedere di lasciare un momento il proprio figlio perché non
ce la fa”, precisa Frigerio.
I passi da compiere
Ma qual è quindi il comportamento da adottare
dopo il parto? Rimanendo nella realtà ticinese, da più di 30 anni l’EOC è un Ospedale certificato
Amico del bambino, ossia segue quelle direttive emanate dall'Organizzazione
Mondiale della Sanità e dall'UNICEF che comprendono i dieci passi. E tra questi
passi c’è proprio il roomin in’ ossia, “il permettere alla mamma di tenere con
sé il bambino 24 ore su 24 in camera e di lasciarlo, appena nato, sulla pancia
della madre”, afferma Monica Ragazzi, responsabile della neonatologia presso
l'EOC. Come accennato, però, “se la madre lo richiede, c'è la possibilità di
lasciare il neonato qualche ora, o la notte, con le levatrici”.
Cosa possono fare i papà
Anche il ruolo del papà è fondamentale per sostenere la mamma. “Per
certi versi i padri hanno il previlegio di assistere da subito il bambino,
mentre la madre magari ha subìto un taglio cesareo o non è nella condizione di
poter prendere subito in braccio il proprio neonato. Quindi lo lasciamo in
braccio al papà”, aggiunge Ragazzi.
Alcuni consigli
Una cosa che terrorizza molti neogenitori è la morte bianca. Su
questo aspetto “mi permetto di rassicurare il più possibile, perché si tratta
di un evento davvero raro. Purtroppo non si conoscono tutte le cause, ma negli
anni si sono compresi quelli che sono i fattori di rischio e la prevenzione concerne
proprio l’evitare tali fattori”. Ciò che si consiglia a tutte le mamme e i papà
“è di poter sì tenere il proprio bambino, già dai primi giorni di vita, in
camera con loro, ma di evitare che dorma nello stesso letto”. Dopo il pasto “il
piccolo deve essere posto nel suo spazio, in un lettino magari molto vicino a
quello matrimoniale”. Si suggerisce inoltre “di non porre cuscini o teli vicino
alla testa del bébé e di farlo dormire sempre sulla schiena e non sulla pancia”.
L’ambiente deve inoltre essere libero da sostanze nocive, quali alcool,
medicamenti o fumo. “È altresì meglio evitare l'uso delle coperte; esistono i
sacchi nanna per questo”, conclude Ragazzi.

