Ticino
Preventivo 2025, l'Udc: "Chi ha creato il disastro si tolga dai guai con le proprie forze"
Redazione
12.12.2024 17:44

Foto: ©Chiara Zocchetti
I democentristi puntano il dito contro Governo e Parlamento per la situazione attuale delle finanze cantonali. "Non si ammette che le finanze si risanano solo pensando e lavorando sul medio termine”.
“Chi
ha creato il disastro e non ne ha voluto sapere dei nostri rimedi, si tolga dai
guai con le proprie idee e le proprie forze. Il nostro obiettivo è il
risanamento delle finanze, non i tagliuzzamenti. Purtroppo, anche questa volta
il disastro è servito e a pagarlo saranno i contribuenti di questo cantone,
perché i debiti di oggi sono le imposte di domani”. È una presa di posizione decisa
quella adottata dall’Udc Ticino in merito al preventivo 2025 approvato oggi dal
Gran Consiglio. Un preventivo che, lo ricordiamo, presenta un deficit di poco più di 96 milioni. E secondo il
partito democentrista, la responsabilità di ciò è di Governo e Parlamento. “Il Decreto
Morisoli è stato approvato in aula nel 2021 – viene ricordato –. Da allora, Governo e
Parlamento potevano e dovevano trovare il modo di frenare la spesa sull’arco di
tre anni, senza giungere al punto di dover applicare tagli lineari o
scoordinati all’ultimo momento”. In questi anni, “chi oggi invoca la
responsabilità collettiva a sostegno dei conti disastrati, aveva tutto il tempo
e i numeri per provare a frenare la spesa senza spaccare il Paese, senza
favorire le discese in piazza e senza fornire gli assist per rivendicazioni
ingiustificabili e fuori luogo tipiche di questi tempi”.
"Un peso per le future generazioni"
L’Udc
Ticino sottolinea anche come la decisione di oggi avrà un impatto sulle future
generazioni. “Vengono buttati sulle spalle di chi è appena nato e di chi oggi
va a scuola, oltre 1'500 milioni di nuovi debiti". Debiti contratti "non per
innovazioni, infrastrutture futuristiche, investimenti d’avanguardia o altro,
bensì per coprire l’incapacità del Governo e del Parlamento di rispettare le
leggi che vedono nell’economicità, nella parsimonia e nel pareggio i suoi punti
cardine della buona gestione pubblica”.
"Continueremo a tentare di invertire la tendenza"
Ma
il male, secondo i democentristi, è ben più grave. “Non si ammette e non si
vuol seguire la pista che da molto tempo noi suggeriamo: le finanze si risanano
solo pensando e lavorando sul medio termine, ovvero sulla tendenza di piano
finanziario”. Per fare ciò “occorre però un’idea, un pensiero, un’alternativa
al tirare a campare sperando negli utili della BNS o in qualche effetto
straordinario esterno che come per magia risolva tutto. Noi continueremo a
tentare di invertire una tendenza che, se non corretta al più presto, minerà il
benessere individuale e la prosperità generale di questo cantone”.

