Ticino
Proliferano i cianobatteri, il Ceresio diventa quasi fluo
Redazione
21.08.2023 18:14

Il Ceresio si è tinto di giallo e verde fosforescente in questi giorni. Uno spettacolo impressionante, ma che nasconde delle insidie. Nuotare nelle acque in cui proliferano i cianobatteri può infatti essere pericoloso, in particolare per i bambini e per i cani. Intanto i lidi cittadini valutano di giorno in giorno la balneabilità.
Da qualche giorno, in
particolare oggi, il colore del Ceresio fa una certa impressione. Sono infatti
numerose le segnalazioni di chiazze tra il verde e il giallo di acqua torbida
in diversi punti del Lago. Un fenomeno legato al caldo e che "è dovuto alla
fioritura di microorganismi chiamati cianobatteri, che quando si sviluppano in maniera
importante formano delle chiazze “, spiega a Ticinonews Nicola Forrer del
Laboratorio Cantonale. I cianobatteri “sono organismi naturalmente presenti nel
lago, che però si si possono sviluppare in maniera forte, come in questi
giorni. Ad essere decisive sono, in particolare, la temperatura dell’acqua e la quantità
di nutrienti presenti nell’acqua”.
Le raccomandazioni
Il consiglio, se si nota
la proliferazione di questi batteri, è di non fare il bagno. E attenzione in
primis ai bambini e ai propri amici a quattro zampe. “Tali organismi possono produrre
delle tossine e queste, se ingerite, possono dare problemi gastrointestinali o
al fegato, oppure ancora, a contatto con la pelle, provocare delle irritazioni
cutanee”, prosegue Forrer. Il problema è importante “soprattutto per i bambini,
che giocando o nuotando bevono più acqua rispetto agli adulti, e per i cani,
che possono bere l’acqua contaminata, oppure sporcarsi il pelo nuotando e poi, pulendoselo, ingeriscono quantità importanti di tossine”. La raccomandazione “è
di osservare l’acqua prima di entrare e se ci si trova di fronte a una di
queste chiazze di cianobatteri, facilmente visibili, il consiglio è di non fare
il bagno e di non far entrare i propri animali”.
Le zone interessate
Le segnalazioni sono
avvenute a Melide, Agno e in tante altre località. Come conferma il
monitoraggio del Laboratorio Cantonale, possono però sparire rapidamente, in
poche ore, e formarsi magari altrove. Ora, per liberarsene, si aspetta che
faccia più fresco. “Normalmente queste fioriture durano una settimana. L’abbassamento
delle temperature e forse l’arrivo di temporali, rispettivamente di vento, porteranno
sicuramente a una decrescita di questi batteri. Bisognerà caprie quanto e
a che velocità”, termina Forrer.
Chi cerca refrigerio nel lago
per sfuggire alla canicola deve quindi essere prudente alla presenza di questi
batteri. Ma è un fenomeno che sta incidendo sui lidi del Luganese? “La stagione
a Lugano, così come negli altri lidi, sta andando molto bene. Il caldo, in particolare, richiama le persone in cerca di frescura”, risponde il municipale Roberto
Badaracco. Il vantaggio di queste alghe “è che sono facilmente individuabili. Per
il momento non ci hanno causato problemi”. In ogni caso, “noi siamo in stretto
contatto con il Laboratorio cantonale, con la polizia cantonale e con quella
lacuale, che sono le autorità preposte a dare eventuali indicazioni più
puntuali. Non è escluso che nei prossimi giorni si possa arrivare a qualche
misura più incisiva”.
La strategia per il futuro
Al momento, di divieti di
balneazione non ne sono stati emessi. L’invito è quindi quello di dare
un’occhiata all’acqua prima di tuffarsi, ma senza dover rinunciare del tutto a
godersi il lago. “Per il futuro si sta studiando un progetto di
sensibilizzazione della popolazione. L’idea che passerà in Municipio
è di proporre una cartellonistica che sensibilizzi le persone non solo nei lidi
comunali, ma anche ad esempio alla Foce, affinché la gente possa capire cosa
sono queste alghe e quali misure adottare per evitare inconvenienti”, conclude
Badaracco.

