Ticino
Pronto soccorso pediatrici, Bressan: “Non faremmo niente che non migliori le cure”
Redazione
16.11.2023 20:10

Il direttore dell’Ospedale Regionale di Bellinzona spiega le motivazioni alla base della riduzione dell’offerta. “Evitare di avere un dispositivo durante la notte dove praticamente non usiamo le risorse a disposizione”.
Dal prossimo gennaio, i pronto soccorso
pediatrici di Mendrisio e Locarno non resteranno più aperti 24 su 24, ma solo
tra le 8 e le 22. Una decisione, quella comunicata oggi, che ha generato
perplessità da più parti. “Noi non faremmo niente che non migliori
le cure pediatriche nel cantone”, spiega a Ticinonews il direttore dell’Ospedale
Regionale di Bellinzona, Andrea Bressan, rispondendo alle critiche. “Non
dobbiamo mischiare la chiusura notturna dei pronto soccorso di Mendrisio e Locarno
con la qualità delle cure”. La casistica a cui si assiste “è davvero molto
limitata, parliamo di 1.5 accessi notturni e nel 95% dei casi sono praticamente
delle bagatelle. Per cui, ci concentriamo ad avere davvero la qualità nelle 14
ore in cui riusciamo a trattare il 90% dei pazienti”.
“Una situazione non sostenibile”
La novità comunicata oggi rientra in un progetto “che
arriva da tre anni di lavoro e per il quale abbiamo coinvolto tutti gli attori
del territorio”, prosegue Bressan. “Abbiamo creato questo dispositivo che riteniamo
essere più valido e performante”. Vi è poi il tema dell’attrattività dei posti
di lavoro. “Noi abbiamo dei medici assistenti e degli infermieri che non praticano,
non vedono molti pazienti e dunque non migliorano”. In Ticino “siamo indietro
di una decina d’anni rispetto a quanto viene fatto nel resto della Svizzera; altri
cantoni con strutture multisito come la nostra hanno già fatto lavori di questo
tipo e hanno visto che è un modello molto importante. Si va verso una carenza
di medici e infermieri, per cui è importante che vi siano posti di lavoro
attrattivi e che vi siano dei pediatri formati bene in futuro”. Per questo motivo
“dobbiamo evitare di avere questo dispositivo durante la notte dove praticamente
non usiamo le risorse a disposizione. C’è da dire che anche il personale è molto
frustrato e da anni segnala che questa situazione non è sostenibile”.
“In caso di emergenza bisogna chiamare l’ambulanza”
E in merito ai dubbi sulle tempistiche ristrette in caso di
emergenza, Bressan ricorda che quando c’è un’urgenza “occorre digitare il 144 e
chiamare un’ambulanza. Bisogna evitare che familiari portino i piccoli pazienti,
ad esempio da Claro a Bellinzona, rischiando di farli stare peggio. Durante la
notte “ci sono i picchetti pediatrici per ogni distretto, ben formati. Per
questo abbiamo concordato una presa in carico comune con i pediatri del
territorio”.
Sguardo al futuro
L’obiettivo primario della decisione comunicata oggi non
concerne tanto il contenimento dei costi, ma piuttosto “il miglioramento dell’organizzazione,
che ci consentirà di fare dei pool di medici assistenti del Sottoceneri che da
Lugano ruoteranno sulla sede Mendrisio”. In Ticino l’ambizione “è sempre di
avere un ospedale pediatrico cantonale, che speriamo di realizzare, magari con
la futura Saleggina, nei prossimi 10-15 anni. Vedremo poi cosa ci riserverà l’anno
prossimo la pianificazione ospedaliera cantonale”. Occorre tenere a mente anche
la denatalità. “Abbiamo una popolazione 0-16 anni di 53'000 unità. La curva
demografica non parla tanto per la pediatria, quanto piuttosto per l’invecchiamento
della popolazione. Andando avanti così, da qui a 10 anni il numero potrebbe
scendere a 45’000”, conclude Bressan.
”.

