Lavoro
Protezione lavoratori, "la Svizzera non si impegna abbastanza"
Domitilla Cerclé
11.11.2022 11:00

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L'USS-TI si è espressa lo scorso 8 novembre sui temi della protezione contro i licenziamenti e in favore del referendum sugli orari di apertura dei negozi, così come sul sostegno ai lavoratori in lotta.
Ha trovato terreno fertile la risoluzione per il lancio di un'iniziativa atta al rafforzamento della protezione contro i licenziamenti, discussa a Bellinzona lo scorso 8 novembre durante l'Assemblea dell'Unione sindacale svizzera Ticino e Moesa (USS-TI) dai rappresentanti ticinesi.
Protezione contro i licenziamenti
Durante l’assemblea, e in seguito nel comunicato, i rappresentanti ticinesi hanno affermato che nonostante
la ratifica delle Convenzioni dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro
(OIL), “la Svizzera non ha finora voluto impegnarsi a favore di un’adeguata
protezione dei lavoratori da qualsiasi forma di discriminazione che pregiudichi
il loro diritto di associazione. Anche la tutela dai licenziamenti collettivi è
insufficiente“. Nel testo viene inoltre menzionato
come sia necessaria "una protezione maggiore verso i lavoratori che potrebbero venir esclusi dal mercato di lavoro, come ad esempio le donne dopo un congedo maternità
e il personale più anziano". L'Unione ha anche evidenziato come i licenziamenti abusivi debbano essere puniti "più severamente". Sono queste quindi le ragioni che hanno spinto i
rappresentanti ticinesi a voler partecipare al Congresso dell’USS - previsto il 25 e 26 novembre -, dove “sosterranno la proposta del sindacato
Unia affinché l’USS nazionale sia incaricata di preparare un’iniziativa popolare
federale”.
Legge sugli orari di apertura dei negozi
L’USS-TI ha poi approvato il
sostegno al referendum contro le modifiche della legge sugli orari di apertura
dei negozi. Tra le motivazioni ci sono la deregolamentazione delle aperture nella maggioranza
del territorio cantonale, la precarizzazione degli impieghi, l’avvantaggiamento
destinato, quasi unicamente, ai grandi gruppi, così come la possibile liberalizzazione, che si amplierà a tutti gli
altri settori.
Sostegno ai lavoratori in lotta
Durante l’Assemblea, l'Unione ha anche espresso il suo sostegno ai lavoratori in lotta e all'importanza delle manifestazioni a Bellinzona, tenutesi il 28 settembre e il 17 ottobre scorsi. Nella prima, 3'500 affiliati all’Istituto di previdenza del Cantone “hanno
sfilato a difesa delle loro rendite pensionistiche, che per essere mantenute ai
livelli attuali necessitano di un’operazione di rifinanziamento della cassa
pensioni”; un cambiamento dipeso da una modifica di legge decisa dal Parlamento. Due settimane più tardi è stato poi il turno dei lavoratori edili, che “in più di 2'500 hanno sfilato nella capitale, rivendicando ai datori di lavoro una serie di miglioramenti del Contratto Nazionale
Mantello di settore”.

