Cantonali 2023
PS, in lista ci sarà un solo big
Redazione
07.09.2022 22:26

La base del partito ha votato a favore della formula presentata dalla direzione, che prevede due socialisti, due verdi e un esponente della società civile sulla lista per il Consiglio di Stato. Ritirata la mozione che chiedeva la formula 3-2.
La sala del Cinema Forum di Bellinzona era gremita questa
sera. D’altronde il ritrovo era quello delle occasioni importanti: scegliere la
strategia elettorale per la lista del Consiglio di Stato per le cantonali 2023.
Tra i presenti, circa 200, c’erano anche Pietro Martinelli e Werner Carobbio.
Sposata la linea della direzione
La base del partito ha dovute scegliere tra due proposte:
quella della direzione, che ha proposto la formula con due socialisti (una
candidatura “forte” e una “giovane”, ovvero della GISO), due verdi e un esponente
della società civile. Una formula imprescindibile per siglare un’alleanza con i
Verdi. Oppure quella di una minoranza del partito, che ha presentato una mozione
che chiedeva di contemplare tre socialisti e due ecologisti. Durante il corso
della conferenza, però, la formula 3-2 è stata ritirata e il discorso si è
concentrato sulle due candidature socialiste che secondo la minoranza, devono
essere entrambe “forti”. Dopo una discussione fiume, durata oltre due ore, la maggior
parte dei presenti ha sposato la linea della direzione: 144 voti a favore contro 36. Sulla lista per il Consiglio di Stato comparirà dunque un solo "big".
I co-presidenti
Durante la conferenza, il co-presidente Fabrizio Sirica non
ha mancato di lanciare qualche frecciatina. “Va bene estendere la discussione
alla base. Ma le modalità hanno creato la sensazione più di una lotta interna
che di un sano confronto di idee”, ha sottolineato Sirica. “Oggi si vota sì o
no all’alleanza con i Verdi. La candidatura di rinnovamento non vuol dire
candidatura debole”, ha puntualizzato Sirica, riferendosi all’esponente dei
giovani che dovrebbe essere in lista. Dal canto suo Laura Riget, co-presidente
del PS, ha sottolineato che la rinuncia di Greta Gysin “non toglie forza alla
nostra strategia".
Bertoli: "Più candidati forti, un massacro"
Il Consigliere di Stato Manuele Bertoli ha appoggiato la linea
della direzione: “Il 2-2-1 vuol dire riconoscere i Verdi come componente
importante ed è un gesto intelligente. Dobbiamo iniziare a ragionare come fare
in termini generali”, ha sottolineato il ministro, riferendosi alla candidatura
forte accompagnata da un esponente della GISO. “L’impostazione non è solo per
questa elezione, ma anche per le future. Proporre più candidati forti per un
posto solo vuol dire andare al massacro”. Dati alla mano, il consigliere di
Stato ha poi dimostrato che quando nel PS ci sono state candidature forti a fronteggiarsi,
il partito non ha guadagnato in termini elettorali. Umanamente, ha aggiunto,
non si era creato un bel clima. “Chiunque uscirà dalle urne, dovrà rispondere a
tutti e due i partiti”.
La minoranza
“Siamo pienamente d’accordo all’alleanza con i Verdi”, ha esordito
Matteo Muschietti, tra i socialisti che hanno proposto la mozione con la formula
3-2. Salvo poi ritirare la stessa proposta durante la conferenza e concentrarsi
sulle due candidature socialiste forti. “Non siamo qui per litigare, ma bisogna
ammettere che al nostro interno ci sono sensibilità differenti”, ha aggiunto
Evaristo Roncelli, anch’egli tra i promotori della mozione. “Le liste forti
aiutano a raggiungere buoni risultati”.

