Ticino
Pubblicata la variante di piano regolatore dell’ex Macello
Redazione
16.08.2023 21:21

Foto: ©Gabriele Putzu
Parte del progetto prevede la messa a disposizione per l’università di un’ottantina di camere per studenti e professori. Il municipale Filippo Lombardi: “La speranza è che il Municipio segua le proposte del Dicastero”.
È apparso sui quotidiani
ticinesi l’annuncio della pubblicazione, a partire dal 21 agosto, della
variante di piano regolatore per l’area dell’ex-macello. Prende quindi il via
la procedura per il rinnovamento del sedime che ospiterà il complesso universitario
Matrix. “Siamo contenti che il Cantone abbia accolto l’impostazione durante l’esame
preliminare di questa variante di piano regolatore”, dice ai microfoni di
Ticinonews il municipale di Lugano Filippo Lombardi. La variante stabilisce che
da una parte “ristruttureremo la vecchia area del macello per metterci
contenuti storici e culturali. Dall’altra parte, invece, nella zona ormai demolita
dell’ex macello “costruiremo questo campus Matrix, il quale è la messa a
disposizione per l’università di alcuni locali comuni e, soprattutto, di un’ottantina
di camere per studenti e professori”.
I passi da compiere
È ancora presto per
conoscere le tempistiche precise del progetto. Tuttavia, il Dicastero dello
sviluppo territoriale ha stabilito, in linea di massima, dei termini. “Come
annunciato, la consultazione parte il 21 agosto e dura 30 giorni”, prosegue Lombardi.
Dopodiché “i risultati verranno valutati e i nostri servizi presenteranno al Municipio
le decisioni conseguenti. Se l’Esecutivo le seguirà avremo tre messaggi: uno
sulla ristrutturazione della vecchia pare del macello, uno che riguarda la
convenzione con l’università per un diritto di superficie che le permetta di
utilizzare questa torre residenziale, e, infine il messaggio per la variante di
piano regolatore che è stata preparata”.
L’auspicio
La speranza, precisa Lombardi,
“è che il Municipio segua le proposte del Dicastero e che entro fine anno siano
pronti questi tre messaggi”. I tempi, poi, “li gestirà il consiglio comunale
con le sue commissioni”.
La questione giudiziaria
A pesare sulle scadenze
vi è anche la questione giudiziaria. In ragione dell’inchiesta riaperta a
giugno, le macerie dell’ex-macello sono tutt’ora sotto sequestro, impedendo
l’inizio dei lavori. Tuttavia, il Municipio è fiducioso che le scadenze
previste siano sufficienti a permettere uno svolgimento dell’inchiesta senza
intralci. “Sicuramente passeranno un certo numero di mesi prima che questi messaggi
siano (sperabilmente) accettati dal Legislativo”. È vero che queste macerie “a
nostro modo di vedere non hanno più molto senso: tutto quello che bisognava
sapere è risaputo e le eventuali discussioni legali ancora in corso non riguardano
le macerie, bensì gli atteggiamenti, le dichiarazioni, le contraddizioni”. Il Municipio
“dovrà prendere una posizione e decidere se vuole chiedere il dissequestro
delle macerie”, conclude Lombardi.

