Escursioni
Raddoppiato il numero di infortuni in montagna, Crivelli: "C'è forse una certa mancanza di attenzione"
Redazione
08.10.2025 06:05

Il segretario dell’Associazione guide alpine Ticino fornisce alcuni consigli per affrontare le escursioni in sicurezza. "Pianificare permette di avere una fotografia chiara e di non avere sorprese durante il percorso".
I numeri di SUVA parlano chiaro: negli ultimi 15 anni il numero di infortuni durante le escursioni in montagna in Svizzera è raddoppiato. Una crescita spiegabile "anzitutto con il maggior numero di persone che frequentano la montagna. Se gli escursionisti aumentano, è normale vi siano anche più infortuni", spiega a Ticinonews Pierre
Crivelli, segretario dell’Associazione guide alpine
Ticino. Dall’altro lato, però, "c’è forse una certa mancanza
di attenzione verso alcuni aspetti legati alle gite”. Per fare un esempio “uno degli aspetti fondamentali da prendere in considerazione è sapere dove si vuole
andare. Occorre fare una pianificazione, e non decidere la sera prima, senza interessarsi
delle condizioni del percorso e della meteorologia". Pianificare "permette
di avere una fotografia chiara e di non avere sorprese durante il percorso".
Gli aspetti da considerare
Oltre otto incidenti su dieci sono dovuti a cadute, scivolate e passi falsi. Ma questi sono legati a
una condizione fisica insufficiente? “Occorre essere autocritici, capire che percorso stiamo affrontando e
qual è la scala di difficoltà dell’escursione", prosegue Crivelli. Inoltre "dobbiamo sapere che genere di scarpa indossare. In autunno, ad esempio, fogliame e umidità possono far scivolare e picchiare la testa". Le calzature "devono essere giuste e comode, con una bella suola aderente. I bastoni, invece, non devono avere il gommino sotto: in montagna occorre la punta
di ferro. Inoltre, dobbiamo essere sempre vigili e attenti”.
"Evitare di correre"
Ultimo aspetto importante è quello dell'autovalutazione. “Bisogna mettere
da parte l’ambizione ed evitare di sopravvalutarsi. Ognuno conosce il proprio corpo e quando si va a fare un’escursione è
inutile correre o porsi come obiettivo 1'200 m di dislivello". È invece consigliabile "crearsi piccole esperienze, poco per volta, su sentieri che possono sembrare
facili, in modo da capire cosa vuol dire lo sforzo fisico". E soprattutto "evitare di 'lottare' contro
le tempistiche indicate sui cartelli gialli dei sentieri per poter dire 'ho impiegato 15 minuti in meno'". All’inizio "è meglio
cercare di avere un passo regolare e questi cartelli forniscono una tempistica
per camminare con calma”.

