Ticino
“Realizzare nuovi sportelli regionali di consulenza sociale”
Redazione
31.10.2023 11:42

Foto: CdT/Scolari
Un’iniziativa di Alessandro Mazzoleni (Lega dei Ticinesi) propone di concentrare sotto un solo servizio le agenzie AVS e gli sportelli regionali Laps.
La gestione e la consulenza in merito alle prestazioni
sociali federali è condotta differentemente da ogni Comune. In taluni, spesso
più grandi e finanziariamente più forti, la qualità e la capillarità della
consulenza, e anche la gestione, appare più favorevole ai cittadini bisognosi.
In altri, spesso più piccoli e finanziariamente più deboli, anche gli orari per
poter accedere ai rispettivi servizi sono addirittura ridotti. È quanto si
legge in un’iniziativa parlamentare inoltrata dal leghista Alessandro Mazzoleni,
secondo cui per ottimizzare la gestione e la consulenza a tutti i livelli i
servizi dovrebbero essere unificati e condotti in modo unitario, possibilmente
con consulenti formati e aggiornati costantemente nell’ambito specifico delle
assicurazioni sociali sia a livello federale sia cantonale.
Le proposte
Stando a quanto viene riportato nell’iniziativa, le
competenze federali (agenzie AVS) e cantonali (sportelli regionali Laps) andrebbero
innanzitutto concentrate sotto un solo e nuovo servizio: le agenzie AVS
potrebbero essere accorpate “logisticamente” negli attuali sportelli regionali
Laps. Il nome del nuovo servizio dovrebbe inoltre essere modificato in
“sportelli regionali di consulenza sociale” e questo “per dare maggior peso
alla consulenza, e non da ultimo pure con l’intendo di motivare chi ha bisogno
a rivolgersi al servizio per chiedere aiuto”. Spesso accade infatti che chi ha necessità
di sostegno “ha purtroppo anche vergogna di presentarsi in Comune dove tutti lo
conoscono, anche solo per una consulenza”. La situazione “potrebbe risultare
migliorata, a maggior ragione se non occorrerà più passare obbligatoriamente
tramite il Comune di domicilio”.
La consulenza
La consulenza negli “sportelli regionali di consulenza
sociale” in favore dei cittadini dovrebbe estendersi a 360° e “valutare la
situazione sia con riferimento alle assicurazioni sociali federali sia
cantonali, per poi proporre una soluzione che comprenda, se del caso, tanto gli
aiuti sociali federali che cantonali”. Questa soluzione “dovrebbe pure evitare
inutili e costosi doppioni con conseguenti perdite di tempo”. Inoltre, se
possibile, la consulenza “non dovrebbe limitarsi presso gli ‘sportelli
regionali di consulenza sociale’, bensì essere fornita anche direttamente sul
territorio e, meglio ancora, pure con un servizio esterno che si rechi al
domicilio dei cittadini a seconda delle rispettive necessità”.
Il personale
Il personale assunto presso gli ‘sportelli regionali di
consulenza sociale’, che dovrebbe presentarsi “in numero di molto minore rispetto
all’attuale soluzione e con competenze professionali maggiori e specifiche nel
ramo delle assicurazioni sociali cantonali e federali, dovrebbe essere scelto e
formato direttamente dall’ente incaricato nel Cantone Ticino per gestire le
prestazioni sociali cantonali e federali”. Lo stesso Ente, secondo i firmatari
dell’iniziativa, “dovrebbe essere meglio preposto alla verifica delle
competenze e del lavoro che verrà fornito dal personale attivo negli ‘sportelli
regionali di consulenza sociale’”.
L’aspetto economico
Le risorse finanziarie dedicate alle agenzie AVS (circa
800'000 franchi) e agli sportelli regionali Laps (circa 700'000) devono essere
destinate agli “sportelli regionali di consulenza sociale”; ai Comuni, così
come ai cittadini, potrebbe eventualmente anche essere chiesta una
partecipazione finanziaria per il servizio offerto. In tutti i casi i Comuni “dovranno
essere tenuti a sostenere l’attività degli ‘sportelli regionali di consulenza
sociale’ e questo proprio per non perdere la vicinanza con la gente del
territorio, e in particolare per la ricerca di quelle informazioni
indispensabili che gli stessi servizi non riescono a reperire operando
direttamente con le persone interessate”.

