Giudiziaria
Reati sessuali, Centro e Lega vogliono pene più severe
Redazione
10.02.2023 06:07

Foto: © Ticinonews
Reati sessuali, basta pene pecuniarie e carcere a vita nei casi più gravi. A chiederlo è un’iniziativa cantonale di Centro e Lega che parlano di “lacune gravi da colmare”. “Non è possibile pagare di più per un eccesso di velocità”, commentano Sabrina Aldi e Fiorenzo Dadò
Ieri mattina il Centro e la Lega hanno presentato
un’iniziativa cantonale congiunta sui reati sessuali, che ha l’obiettivo di
inasprire le pene del Codice penale, considerate oggi troppo blande. Per riassumere:
basta pene ridicole per pedofili e stupratori. È proprio questo lo slogan a
caratteri cubitali che fa da sfondo al tavolo dei relatori dell’iniziativa e
che ne racchiude tutto il senso. Per quanto riguarda i reati contro l’integrità
sessuale, spiegano i deputati Fiorenzo Dadò (Il Centro) e Sabrina Aldi (Lega), le pene previste
dal Codice penale svizzero vanno inasprite al più presto. “Le pene attuali sono
assolutamente blande”, afferma Dadò. "Abbiamo dei pedofili
e degli stupratori che vengono puniti nettamente meno di un pirata della strada
che magari alle 2 del mattino andava un po’ troppo veloce con la sua auto”.
“Pene inaccettabili”
A venir snocciolati ci sono anche esempi concreti relativi a
sentenze recenti, come un eccesso di velocità che è stato pagato con 22 mesi
sospesi. A titolo di paragone, ci sono i 15 mesi sospesi inflitti a un
uomo ritenuto colpevole di ripetuti atti sessuali con fanciulli. Di qui tutta
una serie di proposte specifiche, come la soppressione delle pene pecuniarie e
delle multe; quella della condizionale integrale; la possibilità del carcere a
vita nei casi particolarmente gravi; la soppressione delle pene massime e, nei
casi che riguardano i minori, una pena minima di almeno un anno. “Non esistono
delle pene minime per questo genere di reato”, spiega Sabrina Aldi. “Per contro
ci sono delle pene massime, ad esempio in caso di atti sessuali con fanciulli,
di 5 anni”. Per Aldi, una pena massima di cinque anni per aver toccato dei
minori di 16 anni, magari segnandoli per tutta la vita, “non è accettabile”.
Lanciata un’iniziativa
I tempi per un cambiamento, sostengono i deputati, sono
più che maturi. Lo strumento scelto è quello dell’iniziativa cantonale, con la quale si chiede al Gran Consiglio di adottare la proposta all’indirizzo delle
Camere federali. Non c’è dunque il rischio che diventi lettera morta o che
passi troppo tempo? “Adesso iniziamo a vedere come verrà accolta all’interno
delle Commissioni parlamentari in Gran Consiglio”, dice Dadò. "In seguito cercheremo di muoverci con i nostri
deputati e i nostri partiti a livello federale”. Se dovesse andare in porto i Tribunali si muoveranno tra una pena minima di un anno a quella
generale massima di 20 anni. Per Aldi la Corte continuerà ad apprezzare i singoli
casi in maniera diversa, come tutt’ora fa, “ma non avrà più quel paletto che
impone una sorta di discesa verso l’obiettivo”. Dall’altro lato avrà un ampio
margine di manovra per quanto riguarda la pena in caso di reati
sessuali quando si è indecisi tra una coazione o atti sessuali con fanciulli, “perché
la differenza fra le due, oltre a quella del consenso, è il fatto che le
comminatorie massime di pena sono una il doppio dell’altra”. Secondo l’iniziativa è complementare ad altri assi
d’intervento, primo fra tutti la prevenzione. Ma come mai è stata lanciata ora?
“Diciamo che a far scattare il là sono stati gli ultimi casi in Ticino che evidentemente
gridano vendetta al cielo. Quindi abbiamo pensato che fosse tempo di ripresentare
un’iniziativa di questo genere”, conclude Dadò.

