Sanità
Regole più severe per gli ospedali ticinesi. “Si parla di vari requisiti”
Redazione
20.01.2023 19:35

Il nuovo Regolamento sulla qualità e la sicurezza delle strutture ospedaliere approvato dal Governo rende ancora più severi i requisiti da rispettare. Bianchi della Divisione Salute: “Un requisito fondamentale è quello di garantire la continuità dell’esercizio anche in caso di evento maggiore”.
Il via libera ad operare negli ospedali ticinesi passa anche dalla
sicurezza del paziente. E a chiederlo, forte di 13mila firme, era stato nel
2017 un gruppo di medici convinto che pure un sistema valutato tra i migliori
al mondo abbia margini di miglioramento. Requisiti che in effetti il nuovo
Regolamento sulla qualità e la sicurezza delle strutture approvato dal
Consiglio di Stato rende ancora più severi. “Si parla di requisiti di personale,
di organizzazione, di struttura, edificio e apparecchiature”, spiega ai
microfoni di Ticinonews il capo Divisione della Salute Paolo Bianchi. “Si impongono
anche la designazione di un medico referente per ogni settore di attività in
cui è attivo l’ospedale o la clinica e la designazione di un organo di responsabile
della qualità, che possa anche gestire un sistema di notifica degli eventi
avversi e le segnalazioni, nonché i reclami che giungono dal paziente”.
“Verrà istituita anche una commissione qualità”
Una premessa da parte del Cantone è d’obbligo: già oggi gli istituti,
pubblici e privati, adempiono a criteri elevati. Migliorare però si può sempre,
soprattutto laddove il rischio zero non esiste. In passato la cronaca ha
raccontato i casi degli errori più eclatanti, alcuni sfociati anche nel penale.
Sporadicamente, però, in corsia possono pure verificarsi cadute, infezioni.
Giusto quindi perfezionarsi e vigilare, definendo nero su bianco gli obiettivi
da perseguire. “Il regolamento definisce dei principi che poi dovranno ancora essere
declinati, in particolare attraverso l’istituzione di una commissione qualità a
livello cantonale. Si prevede anche l’obbligo di istituire un supporto di etica
clinica”, aggiunge Bianchi.
“Garantire la continuità dell’esercizio anche in caso di evento maggiore”
Bisognerà vedere come tutto ciò si tradurrà nella pratica. Il messaggio
governativo aveva soddisfatto gli iniziativisti, scesi in campo ben prima che
la pandemia mettesse a dura prova il sistema ospedaliero. Ma cosa ha insegnato
quanto vissuto da marzo 2020? “Un altro requisito fondamentale è quello di
garantire la continuità dell’esercizio dell’ospedale o della clinica anche in
caso di evento maggiore”. Questo “era già immaginabile prima, ma si esprime in
tutta la sua concretezza proprio dopo l’esperienza della pandemia, in cui
abbiamo avuto una buona collaborazione, sia nella distribuzione dei pazienti
sia nella messa a disposizione del personale da alcuni istituti meno implicati
in prima linea verso ospedali o cliniche che invece accoglievano pazienti Covid”,
conclude Bianchi. Gli ospedali ticinesi avranno due anni di tempo per adattarsi
al nuovo regolamento.

