Economia
Rialzo del tasso guida, “la BNS mostra rigore nella lotta all’inflazione”
Redazione
23.03.2023 14:10

Il giornalista economico Lino Terlizzi commenta la decisione della Banca Nazionale Svizzera di alzare il tasso guida al +1,5%. "Era necessario, visto il livello dell'inflazione".
La notizia è giunta questa mattina: malgrado
le turbolenze sui mercati finanziari mondiali la Banca nazionale svizzera (BNS)
prosegue nella lotta contro il rincaro e inasprisce ulteriormente la sua
politica monetaria: l'istituto ha innalzato di 0,50 punti il suo tasso guida,
portandolo dal +1% al +1,50%. Come leggere questa decisione? Ticinonews
lo ha chiesto al giornalista economico Lino Terlizzi. “Ci si aspettava un ulteriore rialzo
dei tassi guida in Svizzera, anche se non si sapeva esattamente in quale misura”,
spiega Terlizzi. Il messaggio che esce dalla decisione della BNS “è quello di un
rigore nella lotta contro l’inflazione”. La Banca Nazionale ha deciso di proseguire
in questa direzione, con una percentuale di aumento dei tassi di interesse non
indifferente, “proprio per mostrare che non ci sono cedimenti nella lotta all’inflazione,
la quale rimane una priorità”. Quando l’inflazione rimane a livelli alti “si rischia
infatti di intaccare seriamente sia i consumi sia gli investimenti”.
“Una misura necessaria”
Questa politica
delle Banche centrali ha già avuto un impatto importante sul sistema bancario. Il
timore è che possano esserci ulteriori conseguenze, tuttavia “le crisi a cui
sono andate incontro alcune banche, soprattutto quelle regionali negli Usa o il
CS in Svizzera, non sono state originate tanto dall’aumento dei tassi di
interesse, quanto da errori di peso fatti negli anni dagli stessi istituti”,
prosegue Terlizzi. L’innalzamento dei tassi, infatti, “tocca tutto il sistema
bancario, quindi se fosse questa l’unica ragione dell’andamento attuale dovrebbero
esserci altre banche in crisi, cosa che invece oggi non avviene”. La crescita dei
tassi “ha aspetti negativi e positivi per l’economa, ma quando l’inflazione è a
questi livelli si rende necessaria”.
L’economia regge, lo conferma l’aumento del PIL
Nonostante
queste turbolenze a livello finanziario, l’economia sembra reggere. La BNS ha infatti
alzato le previsioni di crescita del PIL per quest’anno, e così ha fatto anche
l’istituto BAK, che conferma l’aumento dello 0,7% previsto per il 2023, e anche
quello per l’anno prossimo seppure rivedendolo leggermente al ribasso. “Per quanto riguarda l’economia svizzera,
io credo che queste previsioni siano ragionevoli”, commenta Terlizzi. “Non
siamo in recessione, nonostante tutti i problemi del contesto geopolitico ed
economico internazionale, e c’è una crescita, seppur rallentata. Sulla base di
quello che si vede, queste previsioni di un mantenimento in area crescita per
la Svizzera sono ragionevoli”.

