L’intervista
Rischi e benefici dell’IA in attesa della legge europea
Redazione
20.12.2023 08:01

Roberto Viola, direttore generale per le politiche digitali della Commissione europea, parla a tutto tondo dell'intelligenza artificiale, dalle potenzialità ai rischi di cui occorre tenere conto quando la si utilizza.
Dopo tre anni di ampie discussioni, è stato raggiunto un accordo politico sulla legge sull’intelligenza artificiale dell’Unione Europe. Una svolta storica, di cui Ticinonews ha parlato con Roberto Viola, direttore generale per le politiche digitali della Commissione europea, che lunedì è stato premiato a Lugano con il Gran Prix Möbius proprio per il suo impegno per un’intelligenza artificiale etica, trasparente e responsabile.
Ci fa qualche esempio concreto di rischi che potremmo correre nella nostra vita quotidiana?
“Possono essere di due tipi. Il primo è un rischio di incolumità; immaginiamo ad esempio un’auto a guida autonoma che impazzisce improvvisamente e punta i pedoni o non tiene la strada. Oppure un pacemaker controllato dall’intelligenza artificiale che fa errori. Le tecnologie in questi campi sono utilissime, riducono il rischio di incidenti e permettono operazioni che non sarebbero possibili, ma al tempo stesso vanno controllate. Vi sono poi i rischi per la società. Pensiamo a telecamere utilizzate per prevenire attacchi terroristici, ma che controllano anche noi in strada. Dobbiamo quindi usare questa tecnologia con responsabilità”.
Lei sostiene che grazie all’intelligenza artificiale la nostra società sarà più sicura. Perché?
“Da un lato perché con l’intelligenza artificiale le auto, ad esempio, diventano molto più sicure. Sulle strade europee purtroppo ci sono stati più morti che nella seconda guerra mondiale. Dall’altro lato, anche nella prevenzione del crimine, in maniera selettiva, con le autorizzazioni e in caso ci sia un rischio materiale, questa tecnologia può essere utile”.
Nel 2023 c’è stata la vera esplosione di ChatGPT. Cosa ne pensa? Lei la usa?
“Non la utilizzo molto, ma non ci trovo nulla di male a usare questi Chatbot basati su nuovi algoritmi che si chiamano intelligenza artificiale generativa, il che significa che generano testi, immagini suoni e lo fanno anche molto bene. Qualcuno può definirli pappagalli ben addestrati, qualcun altro può vederli come il primo inizio di un'intelligenza artificiale che davvero ha forme di intelligenza. Ad ogni modo, non c’è nulla di male a utilizzare tali strumenti. Bisogna, di nuovo, conoscerne vantaggi e limiti”.
Quali sono le derive negative di ChatGPT?
“Di Chatgpt, o dei suoi fratelli e sorelle, sono che l’algoritmo a volte commette errori, definiti ‘allucinazioni’: inventa cose che non esistono. Quindi se si utilizza per giocare non c’è problema, ma se si usa in un contesto professionale, come un medico per fare una diagnosi, la cosa diventa un po’ più seria”.
Nel nuovo regolamento si parla di diritto al futuro dell’uomo. Di cosa si tratta?
“Ognuno di noi ha diritto a determinare la propria vita ed è responsabile per ciò che fa, non per ciò che potrebbe fare. Per fare un esempio concreto, il regolamento ha un divieto assoluto di polizia predittiva. Nessuno può essere accusato di qualcosa se non l’ha effettivamente fatta. La predizione dell’algoritmo, per quanto precisa, non è sufficiente. Deve esserci sempre, in una società civile, una materialità di un delitto per poter mettere qualcuno sotto accusa”.
Se pensiamo alle multinazionali americane, il vostro sforzo non rischia di essere uno scoglio per arginare il mare?
“Il nostro continente è grande. È, come valore, il più grande mercato al mondo se guardiamo al suo PIL. Questo per le grosse aziende significa tanto, quindi chi vuole offrire prodotti e servizi sul mercato europeo deve essere conforme alle regole europee. È semplice: tutti sono i benvenuti, però rispettando le regole”.
L'intervista completa andata in onda a Ticinonews:

