Ticino
Riuscito il referendum contro lo skatepark di Mendrisio
Redazione
14.08.2023 15:30

Foto: © Ticinonews
Il Comitato interpartitico promotore ha consegnato oggi alla Cancelleria comunale 1’747 adesioni, 308 in più delle necessarie.
La raccolta firme per il referendum contro lo skatepark di Mendrisio
è riuscita. Spetterà ora all’Esecutivo valutare la validità delle firme dopodiché,
se anche l’ultimo step sarà superato, toccherà ai cittadini esprimersi sul progetto da 2.6 milioni che, lo ricordiamo, è stato
approvato dal Consiglio comunale nella seduta dello scorso 12 giugno e prevede la realizzazione di un'area di svago nella zona dell'ex macello. A lanciare il referendum era stato invece un
gruppo composto sia da cittadini sia da esponenti politici di Mendrisio, quali Roberto
Pellegrini (UDF), Gianluca Padlina (Il Centro), Tiziano Fontana (Lista Civica
Per Mendrisio), Pierluigi Pasi (UDC), Flavio Beretta, Lucio Lorenzon, Giancarlo
Cortesi, Dora Croci-Lorenzetti, Giorgio Riva e Paola Prada Camponovo.
Chi è contrario al progetto
Il Comitato interpartitico promotore ha consegnato oggi
alla Cancelleria comunale 1’747 adesioni, 308 in più delle necessarie. Per
opinione del Comitato, occorre rivedere l’ubicazione prevista, che ritiene
oggettivamente "non idonea dal profilo della sicurezza, della salute dei futuri
utilizzatori e pure da quello pianificatorio". Il Comitato, si legge in un comunicato, intende sostenere anche la riuscita dello scrutinio che seguirà nei prossimi
mesi.
"Diamo alla popolazione di Mendrisio la possibilità di esprimersi”
“Nonostante il clima di ostilità, contro quasi tutti i partiti
(solo UDF, UDC e Lista Civica erano con noi), contro il Municipio e la quasi
totalità dei consiglieri comunali, il referendum è riuscito e, in questo modo,
diamo alla popolazione di Mendrisio la possibilità di esprimersi
democraticamente in votazione popolare su un progetto costoso e controverso”, il
commento del consigliere comunale UDF e primo firmatario Roberto Pellegrini.
“Nessuna opposizione di principio all’idea”
Un progetto, quello in questione, “tanto criticabile quanto è
oggettivamente controindicato, anche dal profilo pianificatorio, il luogo
previsto: uno dei siti più trafficati e probabilmente inquinati della Città”,
si legge in un comunicato della sezione di Mendrisio dell’UDC. La composizione
“trasversale” del comitato “non lascia spazio a speculazioni sugli intendimenti
e l’assenza di una motivazione ideologica. Nessuna opposizione di principio
all’idea in quanto tale”, viene specificato, e “neppure per motivi finanziari,
benché la spesa prevista non sia certo irrilevante”.
Chi era contrario alla raccolta firme
Contro la raccolta delle firme si sono schierati, più o meno
apertamente, “tutti gli altri partiti e formazioni rappresentati in Municipio e
Consiglio comunale: PLR, Centro, Lega e Alternativa-Verdi e Sinistra insieme”.
Un simile fronte “non lo si ricorda neppure all’occasione del referendum sulla
privatizzazione dell’AIM, nel 2017”. Nonostante ciò “la raccolta delle firme è
riuscita”.
"Ci preoccupano le menzogne, non il voto"
Sulla riuscita del referendum si è espresso anche un gruppo interpartitico di giovani politici della Città di Mendrisio. "Con rammarico apprendiamo che sul progetto del centro ricreativo progettato nel comparto ex-macello è stata posta un’enorme ipoteca", scrivono Jacopo Scacchi (Alternativa- Verdi e Sinistra insieme), Gregorio Aostalli (Centro), Alessio Allio (Lega dei Ticinesi) e Matteo Lordelli (Plr). "Sia chiaro: la legittimazione democratica di un progetto non è mai un male, anzi. Tuttavia, a preoccuparci sono le menzogne che speriamo non vengano più raccontate in una eventuale campagna di avvicinamento al voto popolare, sempre che le oltre 1700 firme siano valide e portino la Città di Mendrisio al voto".
La "disinformazione" della raccolta nel Sopraceneri
Nelle scorse settimane "alcuni membri del comitato referendario hanno
esercitato il sacrosanto diritto di raccogliere le firme contro lo skate park
previsto nel comparto. Pochi sapranno che insieme ai membri del comitato
referendario, anche un simpatico signore del Sopraceneri, avvolto in una
sgargiante pettorina che recitava 'Firma l’Iniziativa' (quale iniziativa?), raccoglieva
firme su compenso, 2 CHF ciascuna", scrivono i giovani politici i quali, rispondendo alla domanda "Che male c'è", rispondono cosi: "Nulla, se non che il tenore
delle informazioni trasmesse dal personaggio in pettorina affinché i passanti
apponessero la loro firma sul formulario fosse quantomeno scandaloso. '2.6
milioni di franchi per uno skate park nel parco di Villa Argentina?' E giù
firme. Se le cose stessero davvero così, avremmo firmato anche noi. Addirittura,
il mercenario ha fermato il Sindaco Cavadini, senza nemmeno sapere chi
fosse, chiedendogli di firmare il referendum. Potrebbe mai il residente di un
comune così distante da Mendrisio spiegare onestamente, con cognizione di causa
e in maniera approfondita le specificità del progetto, soprattutto quando ha
tutto l’interesse a ottenere più firme possibile, essendo pagato per questo? La situazione fa quasi sorridere, certo, ma il nostro è un sorriso
amaro. Siamo preoccupati che la grave disinformazione, a causa della quale alcune
persone hanno firmato il referendum, possa dilagare. Comprendiamo che le
elezioni siano in arrivo, ma suvvia, un minimo di onestà intellettuale da parte
dei contrari ce la si aspetta".
"Chissà quando arriverà il nostro turno"
Per i quattro politici "un piccolo grande successo i referendisti l’hanno comunque ottenuto: lo
skate park atteso da oltre vent’anni, che avrebbe beneficiato di una licenza
edilizia cresciuta in giudicato e che poteva essere costruito in pochi mesi,
dovrà aspettare ancora. Chissà quando arriverà il turno di noi giovani", concludono.

