Ticino
Scuola ticinese, Bertoli: “Promossa con alcune criticità”
Redazione
07.03.2023 17:01

Foto: ©Chiara Zocchetti
Presentata la quinta edizione di un'analisi a tutto campo del mondo scolastico ticinese. Complessivamente lo stato di salute è buono, ma ci sono anche problematiche.
Una scuola più equa rispetto alla media svizzera e con il
più alto tasso di diplomati universitari del paese. Sono alcuni dei dati della
quinta edizione di un’analisi a 360 gradi del mondo scolastico ticinese
presentata questa mattina a Bellinzona. Dai docenti arrivano tuttavia segnali in
controtendenza.
Un'analisi ogni quattro anni
Il volume "Scuola a tutto campo" raccoglie ogni
quattro anni una base di dati affidabili per informare l’opinione pubblica, il
mondo della scuola e la politica, e per promuovere una riflessione sul sistema
educativo che possa guidarne il continuo miglioramento. La quinta edizione si
articola in 7 campi tematici, ciascuno dei quali presenta una serie di
indicatori basati su dati quantitativi primari e secondari. Ogni indicatore "permette
di approfondire aspetti specifici che caratterizzano il sistema educativo e le
sue finalità, fra cui le competenze acquisite dalle persone in formazione, la
loro progressione all’interno del sistema, il divario educativo, la
selettività, l’inclusione, il benessere, l’innovazione, le pratiche didattiche,
le basi legali e le risorse umane e finanziarie", si legge nella nota
diramata dal Dipartimento dell'educazione, della cultura e dello sport.
Gli aspetti positivi
Dall'analisi, come detto, emerge uno stato di salute
complessivamente positivo della scuola ticinese. Il divario educativo tra gli
allievi alla fine della scuola dell'obbligo, ovvero la differenza tra gli
allievi con risultati migliori e quelli meno buoni, "si conferma
contenuto, soprattutto se comparato con quello di altri cantoni, senza che
questo pregiudichi il raggiungimento dei traguardi di competenza definiti
nell’ambito del Concordato HarmoS", sottolinea il DECS. Un aspetto
evidenziato anche dai risultati dell’indagine PISA che situano il Ticino nelle
prime posizioni delle classifiche intercantonali negli ambiti indagati. Il Ticino
vanta inoltre il più alto tasso di diplomati alle università e politecnici di
tutto il paese. Altri indicatori positivi sono l’apertura degli insegnanti
all’innovazione didattica e alla formazione continua, l’attrattiva della
professione-docente e un sistema di aiuti allo studio equo ed efficace.
Le criticità
Lo studio ha evidenziato tuttavia anche elementi di
preoccupazione. Pur in un contesto di relativa equità, gli allievi di origine
straniera e quelli provenienti dai ceti meno abbienti ottengono risultati
scolastici significativamente inferiori alla media cantonale, in particolare
durante la Scuola media. Da approfondire è anche il peggioramento dello stato
di salute auto-percepito dalle allieve e dagli allievi all’avanzare dell’età. Un
buon numero di docenti lamenta infine un sovraccarico di lavoro. "Sono
dati che vanno presi sul serio”, commenta a questo proposito Manuele Bertoli,
direttore del DECS, a Ticinonews. “L'intervento che abbiamo promosso per le
scuole dell'obbligo - i docenti d'appoggio nelle scuole comunali, la riduzione
degli allievi per classe alle medie e l'introduzione di laboratori, e ora la
codocenza - dovrebbero migliorare le
condizioni di apprendimento degli allievi e quindi le condizioni di
insegnamento, con i docenti che possono dedicarsi di più agli allievi".
Spesa pubblica e borse di studio
Per quanto riguarda la spesa pubblica, in Ticino si attesta
a circa 1,3 miliardi, ciò che corrisponde a un quarto della spesa complessiva
(24%) e al 4% del PIL cantonale. Un dato sicuramente importante, ma inferiore
rispetto alla media nazionale (26%), è stato evidenziato in conferenza stampa. Il
Ticino è inoltre tra i Cantoni con i più elevati importi delle borse di studio
per studente di tutta la Svizzera e con il più alto tasso di beneficiari per
università e politecnici.

