Interpellanza
Scuole medie, "si cambi la procedura delle nomine dei direttori"
Ginevra Benzi
07.10.2022 12:21

Foto: ©Gabriele Putzu
La vicenda del direttore delle scuole medie del Luganese ha portato l’MPS a interpellare il Consiglio di Stato sulla nomina e sulle procedure di nomina dei direttori delle scuole medie e medie-superiori. “Perché c'è difficoltà a trovare candidati per il ruolo di direttore?”.
A seguito della vicenda del direttore delle scuole medie del Luganese, l’MPS spinge nuovamente ad affrontare la questione delle procedure di
nomina dei direttori e delle direttrici degli istituti scolastici del Cantone. L’MPS
ritiene il tema “più che mai attuale ed urgente, poiché è tempo di chiedersi se
è il caso di cambiare i criteri di nomina dei direttori e capire anche perché è
una posizione sempre meno ambita”.
Procedure di nomina: "Si coinvolga anche il corpo docente"
Già in passato l’MPS aveva fatto richiesta, tramite un atto parlamentare, di un
cambiamento di paradigma per la nomina dei direttori e delle direttrici chiedendo
di “rimettere in discussione non tanto la legittimità e il ruolo del DECS e del
Consiglio di Stato come autorità di nomina – in particolare per le scuole medie
e medie-superiori – quanto piuttosto la mancanza di procedure decisionali che
potessero in qualche misura coinvolgere tutto il corpo docente di un istituto
scolastico”. Una procedura che, a detta del partito, “potrebbe rappresentare
una sorta di controllo dal basso e che permetterebbe sicuramente una conoscenza
dei candidati e delle loro storie professionali, così come dei loro
atteggiamenti”. Conoscenza che agli occhi dell’MPS “non avviene attraverso l’attuale
procedura di selezione, ma rimane confinata a livello del Dipartimento e del governo”.
"Una funzione che attira poche persone"
La vicenda, per l'MPS, pone anche un altro problema: quello relativo alla reale possibilità
di fare delle scelte nella nomina dei direttori e delle direttrici. “Sappiamo
che molto spesso i candidati e le candidate si contano sulle dita di mezza mano”.
Una crisi definita “di vocazione, che verosimilmente viene dalle reali
condizioni di lavoro di questi funzionari e che porta poi inevitabilmente a scegliere
non sulla base delle competenze reali, ma sulla base di chi si ha a
disposizione”. L’MPS aveva già ribadito come le condizioni di lavoro di questi
funzionari dirigenti “siano particolarmente difficili, le responsabilità sono
elevate sia nei confronti degli allievi che delle famiglie dei docenti o del
personale amministrativo, senza dimenticare le relazioni con le istituzioni a
vari livelli”. Dall’altra parte gli spazi di autonomia sono “decisamente
ridotti e molto spesso questi funzionari si ritrovano ad applicare direttive
che vengono dall’alto senza una reale possibilità di decidere come lavorare. Bisogna
inoltre ricordare che le scuole medie hanno a disposizione una segretaria
unicamente al 50%; questo fa sì che molto lavoro amministrativo venga di fatto
svolto direttamente dalle direzioni. Senza dimenticare il ruolo fondamentale
che, proprio in una prospettiva di
prevenzione, potrebbero giocare (se adeguatamente rafforzate) proprio le
segreterie delle scuole che vedono, sentono, colgono umori, difficoltà, ansie
degli allievi”.
L’interpellanza
Alla luce di quanto affermato sopra l’MPS chiede al
Consiglio di Stato:
1. Negli ultimi 10 anni quanti rinnovi di cariche di direzione
ci sono stati? In quante occasioni al concorso hanno partecipato più di due
candidati? Come valuta questi dati?
2. Quali sono secondo il governo le ragioni della difficoltà di trovare candidati per il ruolo di direttore/trice?
3. Non ritiene opportuno aprire una seria riflessione sulle condizioni di lavoro di questi funzionari al fine di rendere maggiormente attrattiva la posizione e avere così un maggior numero di candidati/e?
4. Non ritiene opportuno potenziare il lavoro di segretariato nelle sedi scolastiche introducendo una/o segretaria/o a tempo pieno?
5. Non ritiene necessario (e utile) rivedere le procedure di selezione e nomina dei direttori degli istituti scolastici, in particolare cercando di coinvolgere il corpo insegnante e il personale amministrativo in queste procedure?
2. Quali sono secondo il governo le ragioni della difficoltà di trovare candidati per il ruolo di direttore/trice?
3. Non ritiene opportuno aprire una seria riflessione sulle condizioni di lavoro di questi funzionari al fine di rendere maggiormente attrattiva la posizione e avere così un maggior numero di candidati/e?
4. Non ritiene opportuno potenziare il lavoro di segretariato nelle sedi scolastiche introducendo una/o segretaria/o a tempo pieno?
5. Non ritiene necessario (e utile) rivedere le procedure di selezione e nomina dei direttori degli istituti scolastici, in particolare cercando di coinvolgere il corpo insegnante e il personale amministrativo in queste procedure?

