Corona-Leaks
“Se Berset si sente responsabile dovrebbe dimettersi”
Redazione
25.01.2023 21:44

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L’affaire Berset continua a tenere banco, ma cosa bisogna aspettarsi? Il consigliere federale potrebbe decidere di dimettersi? Ticinonews ne ha parlato con Nenad Stojanovic e l’ex consigliere nazionale Pierre Rusconi.
L’attuale presidente della Confederazione Alain
Berset dovrebbe dimettersi? È una domanda che si stanno ponendo in tanti. Il
cosiddetto “Corona-leaks”, il caso della fuga di notizie durante la pandemia
che ha coinvolto il Dipartimento dell’interno diretto dallo stesso Berset, sta
infatti tenendo banco in questi giorni nella Berna federale. Le commissioni della
gestione del Parlamento hanno deciso di istituire un gruppo di lavoro di sei persone che
dovrà indagare sulla questione. Lo stesso Berset, durante la seduta settimanale di Governo, ha ribadito la sua posizione: "non ero a conoscenza della fuga di notizie", ha dichiarato di fronte ai suoi colleghi, secondo quanto riportato dal portavoce di Governo André Simonazzi. Ticinonews ha chiesto un parere sulla
vicenda al politologo Nenad Stojanovic e all’ex consigliere nazionale
democentrista Pierre Rusconi.
Stojanovic: “Finora Berset ha resistito bene”
“Berset è sicuramente sotto pressione, ma finora ha
resistito bene”, commenta Stojanovic. “Penso che la domanda fondamentale
riguardi queste informazioni: lui sapeva o no dei frequenti contatti tra il suo
portavoce e i media?” Se dovesse emergere che il consigliere federale
socialista ne era a conoscenza “potrei immaginarmi che, magari non subito ma a alla
fine dell’anno presidenziale, Berset dimissionerebbe o non si presenterebbe per
il rinnovo del Consiglio federale, che avverrà in dicembre”.
Rusconi: “Dubito ci saranno dimissioni forzate”
Secondo Rusconi Berset “dovrebbe dimettersi nel
caso in cui si sentisse responsabile del fatto”. La responsabilità “che vedo io
è che o non è stato in grado di seguire attentamente il lavoro dei suoi
sottoposti, oppure sta raccontando fandonie. Non sarebbe positivo né in un caso
né nell’altro, ma non credo si dimetterà per questo”. “Non siamo nei Paesi
anglosassoni dove un ministro, come abbiamo visto nel dopo Johnson, può rimanere
in carica anche solo un mese e mezzo e poi sparisce di scena”, precisa l’ex
consigliere nazionale. La Svizzera “è una via di mezzo tra l’Italia, dove i presidenti
rimangono anche per 20-30 anni, e gli anglosassoni, che in 40 minuti ti
liquidano”. Rusconi non ritiene che ci saranno dimissioni forzate. “Forse subirà
po’ più di pressione per stringere i tempi rispetto a ciò che aveva in mente
lui”.

