Finanze cantonali
Senza i soldi della BNS fra i 170 e i 230 milioni di disavanzo
Gianluca Pusterla
17.01.2023 16:34

Foto: ©Gabriele Putzu
A seguito della conferma dei mancati contributi della Banca nazionale per le casse ticinesi, oggi la Commissione della gestione ha accolto in audizione il Consiglio di Stato.
Nella travagliata storia
legata ai conti cantonali, quel Preventivo 2023 che ha fatto tanto discutere,
oggi è stato scritto un nuovo capitolo. Dopo la certezza che i soldi della
Banca nazionale svizzera (gli ormai famosi 137 milioni) non arriveranno in
Ticino, la Commissione della gestione ha voluto vederci chiaro, incontrando in
audizione il Consiglio di Stato. Un incontro lungo, ma giudicato in maniera
positiva dal presidente della Gestione Fiorenzo Dadò. Non sono arrivate
risposte definitive, ma una visione d’intenti che fa ben sperare i commissari.
Servirà trovare una rotta per riportare la barca statale in acque sicure. O
almeno, meno agitate e senza poter contare sul salvagente della BNS. Per Fiorenzo Dadò occorrerà ponderare i prossimi passi e dopo le elezioni cantonali di aprile lavorare in maniera più collegiale.
Le reazioni dei partiti
Come
detto, per il deficit la forchetta varierà dai 170 ai 230 milioni. Facciamo
allora un giro tra i partiti, partendo dall’UDC. Per il granconsigliere Paolo
Pamini c’è stata troppa leggerezza, visto che a suo dire la situazione era già
conosciuta e il Governo doveva muoversi con largo anticipo. Sottolinea poi come
grazie anche al decreto Morisoli il Consiglio di Stato stia scendendo a patti
con la realtà. Abbastanza soddisfatta la Lega. Per Michele Guerra è stato
recepito quanto chiesto dal suo Partito e la strada da seguire sarà quella di
rivedere la spesa, con lo scopo di contenere il disavanzo nel prossimo anno e per arrivare,
nel breve, a una situazione di completo risanamento. Per Ivo Durisch (Ps) le cifre
presentate mostrano la fragilità dei conti cantonali. Per l’esponente
socialista gli sgravi fatti nel passato e il decreto Morisoli ci condurranno a
tagli, soprattutto nei confronti delle fasce più fragili. Per Alessandra Gianella del Plr, partito che ha in mano la direzione delle finanze cantonali, la parola
d’ordine per i prossimi mesi sarà “contenere” e poi entro settembre presentare
una manovra di rientro per il 2024, continuando però a investire dove necessario.
Prossimi passi auspicati prima dell'inizio della prossima legislatura
Il Governo sta
ora elaborando una manovra di rientro e l’auspicio è che il gruppo di lavoro
istituito dal Consiglio di Stato possa presentare le prime misure nei prossimi
mesi, prima dell’inizio della nuova legislatura.

