Genitori
“Si inizi al più presto la sperimentazione per il superamento dei livelli”
Redazione
10.02.2023 15:21

La Conferenza Cantonale dei Genitori chiede di superare rapidamente la discussione sulla divisione degli allievi nei corsi A e B. “Rimandare ulteriormente sarebbe grave”.
Iniziare
al più presto la sperimentazione per il superamento dei corsi attitudinali e di
base. A chiederlo è il Consiglio della Conferenza Cantonale dei Genitori (CCG),
secondo cui rimandare ulteriormente sarebbe infatti “grave” per i 13'000
allievi che nel corso di una legislatura cantonale concludono la scuola
dell’obbligo, e incomprensibile per 22'000 genitori “che devono dare risposte
quotidiane a bisogni essenziali dei figli, come l’accompagnamento allo studio e
alle scelte scolastiche e formative”. La proposta attualmente sul tavolo della politica, che prevede una sperimentazione su base volontaria in sei sedi scolastiche, verrà discussa in Parlamento settimana prossima. È sostenuta, lo ricordiamo, da Lega, Centro, PS e Verdi, mentre UDC e PLR presenteranno un rapporto di minoranza che prevede sì il superamento di questo sistema, ma chiede prima ulteriori approfondimenti.
No al percorso orientativo
La
CCG, si legge in un comunicato, valuta positivamente la realizzazione di un consenso nelle istituzioni
cantonali che renda possibile l’avvio di una sperimentazione, se del caso anche
di soluzioni diverse. Non condivide però la proposta di un percorso scolastico
definito “orientativo”, caratterizzato da più indirizzi di materia tra cui
l’allievo potrebbe scegliere liberamente. Tali indirizzi, infatti, sarebbero dei
percorsi che lo studente svolgerebbe nell’ambito della griglia oraria e la
scelta di un’opzione tra quelle proposte sarebbe dunque obbligatoria. Nella
proposta la Conferenza vede tre aspetti critici: allievi e genitori dovranno
orientarsi e decidere tra i vari indirizzi offerti entro la fine della terza
media, al più tardi entro l’inizio della quarta; lo svolgimento di un indirizzo
a discapito di altri possibili “pare una specializzazione strutturale nella
scuola dell’obbligo”; infine, si ripropone un modello che divide gli studenti
durante la griglia oraria obbligatoria, in percorsi diversi, “come già avviene
da decenni con il modello dei corsi attitudinali e di base”.
Le problematiche individuate
Per
quanto concerne l’efficacia di un modello che divide i ragazzi in indirizzi di
materia, “osserviamo che l’allievo, dopo aver scelto e svolto un percorso di
quarta media in matematica con indirizzo “astratto”, potrà apprezzare il
livello di attitudine verso la matematica “astratta”, ma non potrà maturare o
valutare il proprio interesse per quella “applicativa” o “tecnica””. L’offerta
di indirizzi specifici nel corso della quarta media potrebbe anche rispondere
al bisogno soggettivo di quegli allievi che hanno già deciso alla fine della
terza che percorso intraprendere dopo la scuola dell’obbligo. Tuttavia “questa
proposta non risponderebbe al bisogno di quegli studenti che non hanno ancora
preso decisioni e di quelli che beneficerebbero maggiormente dall’esplorare i
vari indirizzi di materia sino alla fine della scuola dell’obbligo”.
Le richieste
Per rispondere ai bisogni dei ragazzi, la CCG ritiene
necessario e urgente, nell’ambito della sperimentazione del modello per il
superamento dei corsi A e B, realizzare classi al loro interno eterogenee e
gruppi di lavoro ridotti al loro interno eterogenei, offrire agli allievi
percorsi unici, dando a tutti la possibilità di applicare eventuali indirizzi
di materia, e applicare un sistema di valutazione che, al di là delle note
sommative, comunichi regolarmente ad allievi e genitori in quali indirizzi di
materia lo studente riesce bene. “Siamo convinti che un modello che realizza
queste proposte possa consentire agli allievi di vivere con maggior motivazione
e consapevolezza il percorso di scuola media e di prendere scelte migliori”.
Perché bisogna agire subito
La necessità urgente di superare la discussione sulla
divisione degli allievi nei corsi A e B “è attestata dal fatto che 13'000
allievi hanno concluso la scuola dell’obbligo nei quattro anni della
legislatura che volge al termine”. Questi ragazzi “non hanno potuto attendere o
rimandare le decisioni, ed hanno compiuto scelte di studio e di vita”.
Moltissimi allievi e genitori “hanno anche dovuto convivere con la fatica e il
disagio di un sistema che ne ha condizionato precocemente il percorso, le
scelte e gli sbocchi”. Se adulti e ragazzi devono quotidianamente andare
avanti, e riporre fiducia nei docenti, “deve essere possibile anche per le
istituzioni politiche e scolastiche ritrovare un senso di unità e convergenza,
e confermare una solida fiducia alla scuola per lavorare al superamento dei
livelli A e B”.

