Mozione
"Sia attivata una hotline per segnalare abusi sessuali"
Domitilla Cerclé
20.10.2022 12:11

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In seguito al caso delle medie del Luganese, le deputate Tamara Merlo e Maura Mossi Nembrini evidenziano la necessità di fornire un sostegno a vittime di violenze che temono di non essere ascoltate.
Le
vicende delle ultime settimane che hanno coinvolto l'ex direttore delle scuole medie del Luganese hanno riportato a
galla diverse problematiche e le mancanze di misure per la prevenzione degli
abusi sessuali su bambini e adolescenti, soprattutto nelle scuole. Le deputate in Gran Consiglio Tamara
Merlo (PiùDonne) e Maura Mossi Nembrini (PiùDonne) hanno presentato una mozione al Consiglio di Stato affinché venga creato al più presto un picchetto telefonico con lo scopo di raccogliere segnalazioni
di possibili abusi e indirizzarle presso l'ente preposto. Stando alle due granconsigliere, grazie ai dati raccolti tramite gli approfondimenti compiuti con il Piano cantonale antiviolenza, sarà anche "più semplice delineare dei protocolli per trattare le diverse richieste che arriveranno al numero unico antiviolenza".
Le lacune
Il bisogno di “individuare una figura o ente unico di riferimento in materia di abusi sessuali su bambini e/o adolescenti che divenga l'interlocutore per le persone confrontate alla problematica” era già stato identificato nel 2012, quando un Gruppo di lavoro interdipartimentale (DSS, DECS, DI) aveva presentato un programma di 17 misure per la prevenzione degli abusi sessuali su bambini e adolescenti, ricordano Merlo e Nembrini. E ora il tema è tornato d'attualità. Durante la discussione generale in Gran Consiglio del 17 ottobre scorso, è emersa la "difficoltà di far sentire la propria voce da parte delle vittime di violenza e delle loro famiglie, in particolare quando gli abusi avvengono nella scuola. Inoltre, ci sono troppi adulti non ancora coscienti di cosa sia un abuso sessuale”. Di conseguenza, la mozione invita il Governo a “fare riferimento al picchetto telefonico 24h che già esiste in capo alle due strutture di accoglienza delle donne”. Le deputate tengono a precisare che non richiedono un numero a tre cifre, ma che puntano a qualcosa di più semplice. "Un filtro unico è indispensabile, soprattutto quando ci sono dei minori in situazioni “scomode”, che devono capire a chi rivolgersi".
Rapidità di azione
Nella
mozione viene definita la necessità di implementare il numero con la stessa immediatezza dimostrata per la hotline per il sostegno psicologico
creata durante il confinamento dovuto alla pandemia. Un “gesto chiaro e univoco
che dimostra la volontà di aiutare le vittime di violenza soprattutto quando si
tratta di minorenni: dice chiaramente da che parte sta lo Stato”, secondo le
due rappresentanti di PiùDonne. Specialmente per chi ha “difficoltà a parlare”
o ha “timore di non essere ascoltato”. La
mozione interpartitica viene anche sottoscritta da Sabrina Aldi, Massimiliano Ay, Giovanni
Berardi, Anna Biscossa, Simona Buri, Maddalena Ermotti-Lepori, Lara Filippini,
Claudio Franscella, Sabrina Gendotti, Nadia Ghisolfi, Sara Imelli, Daria
Lepori, Paolo Ortelli, Daniela Pugno Ghirlanda, Matteo Quadranti, Michela Ris,
Giancarlo Seitz, Roberta Soldati e Giovanna Viscardi.

