Missione umanitaria
Soccorritori ticinesi tornano in Ucraina: "Questa volta useremo la telemedicina"
Thomas Schürch
01.03.2024 08:10

Giacomo Della Pietra e Gianluca Ugolini si recheranno in Donbass a metà marzo e sarà ancora più impegnativo dal punto di vista della sicurezza: "La gente del posto necessita di un supporto quasi più morale che fisico".
A distanza di sei mesi dalla loro prima missione umanitaria
in Ucraina, i paramedici di Tre Valli Soccorso Gianluca
Ugolini e Giacomo Della Pietra sono pronti a tornare nel Paese martoriato
dal conflitto. L’obiettivo è sempre quello di portare aiuti umanitari e
paramedici nelle zone di guerra e fornire formazione alla gente del posto. La
spedizione si svolgerà sotto il cappello dell’Associazione “Humanitarian
nursing and paramedical aid” (Hunpa), fondata da Ugolini e Della Pietra dopo la
già citata missione di settembre, che ha quale scopo l’organizzazione e l’erogazione
di interventi di assistenza infermieristica e paramedica in contesti
internazionali caratterizzati da situazioni di crisi.
L’organizzazione
I due paramedici partiranno per l’Ucraina a metà marzo. L’idea
è di giungere a destinazione nel finesettimana del 16-17 (weekend, tra l’altro,
delle elezioni in Russia) e di rimanere sul posto una decina di giorni. “Saremo
in Donbass e opereremo nell’area, fino ad alcune decine di chilometri dal
fronte, in accordo con partner locali”, spiega Della Pietra a Ticinonews. “Come
veicolo utilizzeremo un mezzo simile a un’automedica, attrezzato per le nostre
attività”.
Le attività da svolgere
La missione, in concreto, consiste nell’effettuare attività
medica e paramedica nei villaggi che in precedenza erano stati occupati, dove
la popolazione locale vive in situazione di difficoltà, senza elettricità,
acqua o supporto sanitario. “Ci aspettiamo di trovare persone che non hanno
accesso alle cure da diversi mesi e necessitano quindi di check-up e di
controlli della salute e delle loro condizioni di malattia cronica”, prosegue
Della Pietra. Vista l’esperienza precedente “sappiamo cosa aspettarci. La gente
del posto necessita, in particolare, di un supporto quasi più morale che
fisico: sapere che qualcuno si preoccupa per loro”.
La novità
Rispetto alla spedizione di settembre vi è una novità importante.
“Viste le tante difficoltà che concernono alcune terapie, lavoreremo con la
telemedicina, la quale ci consentirà di eseguire le visite in loco e di
trasmettere rapidamente i dati a un medico in Ticino, per poter condividere con
lui una strategia terapeutica”. Si tratta di una possibilità importante “per la
quale ringraziamo il Circolo Medico Tre Valli, che ci sosterrà in questa
attività, così come ci ha aiutati nella raccolta del materiale”. Ma non è
tutto: una piccola parte della missione sarà anche dedicata alla cura degli
animali, “perché ci siamo resi conto che per molte persone che si trovano in
quei villaggi, cani e gatti costituiscono l’unica compagnia rimasta”.
La situazione in Donbass
Operare in un Paese coinvolto in una guerra necessita di
una minuziosa pianificazione e di un’adeguata preparazione, oltre al supporto
di vari collaboratori in materia di sicurezza e strategia. Per quanto riguarda
quest’ultimo aspetto “noi ci appoggeremo su partner locali, con cui
concorderemo tutti gli spostamenti in Donbass”, precisa Della Pietra. Anche
perché “per entrare nelle zone sensibili servono autorizzazioni speciali e
persone che parlano la lingua locale”. Questa missione, inoltre, sarà più impegnativa
sul piano della sicurezza perché “le attività militari si sono fatte più
intense e frequenti, il fronte si è spostato ed è stata presa la città di
Adviika”. Adesso “gli operatori sanitari rischiano di essere presi di mira
ancora di più”.
La preparazione
Per questa spedizione la preparazione ha previsto un "refresh" delle conoscenze già acquisite e un approfondimento della medicina nei
contesti toccati da attività militari. Non solo. Non è mancata una quotidiana
raccolta di informazioni su cosa accade in Ucraina; studi sulla geografia e sulle
attività in corso nei territori occupati, sul clima, sull’ambiente e sulle armi
impiegate. “Sono tutti dettagli che servono per essere pronti”.
Come sostenere la missione
Per la preparazione strategica “un ringraziamento va alla ditta
saintmichaelservices.ch e a tutti coloro che ci hanno aiutato nella raccolta del
materiale”. L’intera missione “sarà svolta in collaborazione con il Gruppo
Frontiere di pace, che sarà sempre al nostro fianco. Loro consegneranno beni di
prima necessità, mentre noi cercheremo di fornire la massima assistenza
possibile alle persone”. Dato che i due paramedici sono sempre in cerca di sostegno per
finanziare carburante, attrezzature e cibo necessari alla loro missione, chi volesse
offrire il proprio contributo può contattarli tramite il sito dell’Hunpa, via
email, oppure su Instagram.

