UDC Ticino
Sperimentazione livelli? “Altro che riforma, un pasticcio affrettato”
Redazione
15.02.2023 13:04

I democentristi ticinesi criticano la modalità della sperimentazione sulla codocenza approvata dal Parlamento per il superamento dei livelli. “È un esperimento scientificamente non serio che non condurrà da nessuna parte”.
“Altro che riforma: un pasticcio
affrettato per salvare la faccia a Bertoli”. Così si è espressa l’UDC Ticino
commentando la decisione di ieri della maggioranza del Gran Consiglio di dire “sì” alla sperimentazione sulla codocenza in sei
istituti ticinesi a partire da settembre 2023 per superare il sistema dei livelli A e B. “È stato fatto rientrare dalla finestra un pezzo della fu ‘scuola che verrà’ bocciata dal
popolo ticinese”, scrivono i democentristi in un comunicato.
“Un esperimento che non condurrà da nessuna parte”
I ticinesi vogliono una vera e solida
riforma del sistema scolastico “per salvare il futuro dei nostri giovani”, si
legge ancora. Invece, il DECS, il Consiglio di Stato, la Commissione scolastica
e il Gran Consiglio “se ne fanno un baffo e buttano nel mucchio un pasticcio
affrettato e milionario”. Dopo 12 anni di politiche e scelte scolastiche “fallimentari
e di ideologia egualitarista da parte del DECS, si è deciso di sprecare altri 3
anni con un esperimento che non condurrà da nessuna parte”.
“Si vogliono illudere allievi e genitori”
I democentristi criticano la modalità
della sperimentazione: per tre anni verranno testati quattro nuovi modelli
didattici, “ma al massimo per 6 sedi scolastiche delle 36 di scuola media,
senza specificare cosa sarà testato, quali sono i criteri di valutazione, quali
saranno i vantaggi e gli svantaggi di chi partecipa e chi e come sarà giudicato
l’esito dell’esperimento”. Si vuole “illudere i genitori e gli allievi che i
livelli non ci saranno più, mentre continueranno ad esserci per circa 10'000 studenti
su 12'000 delle scuole medie”. Oltre a non essere “scientificamente serio”,
questo procedimento “crea confusione generale tra docenti, direzioni e genitori,
oltre a una evidente disparità di trattamento tra allievi, famiglie e sedi,
senza sapere se e chi sarà favorito e chi sarà penalizzato da questa scelta
affrettata, improvvisata e incompleta”.
“Manca un credito di spesa”
Secondo l’UDC la situazione della scuola
ticinese non sarà migliorata di un millimetro “e chi ne pagherà le conseguenze
saranno le famiglie”. Inoltre, il Gran Consiglio “ha votato questa assurda e
discriminatoria formula di sperimentazione senza un dispositivo di legge e
senza un credito di spesa”. Il partito democentrista ha sempre ribadito che la
scuola andava riformata al più presto e dal 2016 a oggi “ha presentato soluzioni concrete, tutte inevase. Ci siamo battuti e ci batteremo per superare
il vicolo cieco dei livelli, ma non abbassando la qualità, né creando
incertezza e approssimazione. Deploriamo la fuga in avanti di quanto deciso
ieri in fretta e furia”, tanto più che “fra poche settimane ci sarà un nuovo
capo del DECS e una nuova Commissione scolastica che potrebbero, ce lo
auguriamo, procedere finalmente con una riforma scolastica per tutti e non con
una rivoluzione sociale per pochi”.

