Ticino
Spitex e contributo degli utenti, Fattorini: «La crescita dei volumi ha messo sotto pressione il Cantone»
Red. Online
07.03.2026 06:50

Il Consiglio di Stato ha annunciato l'entrata in vigore della misura già inserita dal Parlamento nel preventivo 2026 - Lo scopo è assicurare la sostenibilità delle cure attraverso la responsabilizzazione.
Cinquanta centesimi per cinque minuti di cura
per un massimo di quindici franchi al giorno, con entrata in vigore dal primo aprile
2026. È la formula del nuovo modello tariffale a cui sarà sottoposto chi beneficia
delle cure a domicilio. Prima di questa data, le fatture delle cure medico-terapeutiche
e quelle di base erano coperte dall'assicurazione malattia, oltre che dallo Stato.
Per il Cantone, la misura si inserisce tra i provvedimenti volti ad assicurare la
qualità e la sostenibilità delle cure. «Sono
state introdotte delle misure più restrittive nell'ambito dell'autorizzazione d'esercizio
a livello qualitativo», spiega a Ticinonews Gabriele Fattorini, direttore della
Divisione dell'Azione Sociale e delle Famiglie. «È stata inserita una moratoria
nell'ambito degli operatori che possono agire in questo settore, e oggi si va a
chiamare a una certa responsabilità anche il paziente che attiva queste prestazioni».
Cantone e Comuni sotto pressione
A mettere particolarmente sotto pressione il
settore, spiega il Cantone, è la crescita dell'offerta registrata negli ultimi anni.
Le ore di cura a domicilio erogate sono infatti raddoppiate rispetto a quattro anni
fa. Gli operatori di cura a domicilio privati sono cresciuti del 90%, più 65% anche
per i servizi rispetto a quattro anni fa. «È certamente una strategia adottata dal
Canton Ticino quella di mantenere il più a lungo possibile i cittadini e le persone
al proprio domicilio prima del collocamento in una struttura di cura», prosegue
Fattorini. D'altra parte «è vero che questa crescita così forte dei volumi ha messo
sotto pressione in modo importante non solo gli assicuratori malattia, ma anche
il Cantone e i Comuni».
Come muoversi
L'ente pubblico, suddiviso in Cantone e Comuni,
è uno dei due che provvedeva già da prima al finanziamento delle cure a domicilio
assieme agli assicuratori malattia. Con la nuova misura vengono ad aggiungersi anche
gli utenti, i quali dovrebbero contribuire ai ricavi per circa undici milioni di
franchi. Il Cantone, è bene specificare, fa sapere che i beneficiari delle prestazioni
complementari AVS-AI non saranno toccati dalle nuove tariffe. Ma qual è la procedura
da seguire nei casi più delicati? «È importante che le persone in difficoltà finanziaria
si rivolgano a un servizio sociale, che può essere quello comunale o degli enti
preposti a fare consulenza, i quali possono valutare sia il diritto di avere degli
aiuti - penso in particolare alla prestazione complementare - sia accompagnare queste persone nell'attivazione delle prestazioni», conclude Fattorini.

