Ticino
Stipendi dei CEO in crescita, Garagantini: "I soldi da ridistribuire finiscono nelle tasche degli azionisti"
Redazione
26.08.2024 22:03

A preoccupare il segretario cantonale di UNIA è soprattutto l’aumento dello scarto salariale. "Chi ha gli stipendi più bassi si ritrova a vivere con salari reali inferiori perché il costo della vita sale".
Dal CEO di Novartis Vasant
Narasimhan al CEO (uscente) di Nestlé Mark Schneider, passando per il numero uno di UBS
Sergio Ermotti. Nel 2023, in media, i dieci dirigenti che guadagnano di più in Svizzera hanno visto i loro salari aumentare del 3,5%. In sette aziende su dieci
- secondo uno studio di UNIA - gli stipendi della fascia più alta hanno
continuato a crescere. Le retribuzioni più basse invece sono rimaste
praticamente invariate, ampliando così il divario. “Ciò
che preoccupa è soprattutto l’aumento dello scarto salariale”, afferma ai
microfoni di Ticinonews
il segretario cantonale di UNIA Ticino Giangiorgio Gargantini. “La redistribuzione
non avviene: chi ha gli stipendi più bassi si ritrova a vivere con salari reali inferiori perché il costo della vita sale, ma gli aumenti sono solo per i
grandi padroni, per le persone che stanno in cima alla scala. Lo scarto retributivo, quindi, non fa che aumentare”.
Un altro dato da sottolineare, secondo Gargantini, è quello dei
dividendi. “L’anno scorso sono stati divisi tra gli azionisti più di 45
miliardi. Ciò significa che i soldi e le ricchezze da ridistribuire ci sono, ma
finiscono nelle tasche degli azionisti e non in quelle dei lavoratori. È
qualcosa che dobbiamo cambiare”. Per questo motivo, sabato 21 settembre “manifesteremo
a Berna con gli altri sindacati dell’Unione Sindacale Svizzera (USS), chiedendo
aumenti per tutti e, in particolare, l’indicizzazione automatica di
tutti i salari. Questo per non rischiare di avere, come successo negli ultimi
due anni, dei salari reali più bassi rispetto all’anno precedente”, conclude
Gargantini.

