L'Intervista
Stop ai motori termici, “i carburanti sintetici saranno una parte del futuro”
Redazione
28.03.2023 21:30

Il direttore di Upsa Ticino Marco Doninelli commenta il regolamento sullo stop ai motori termici alimentati a benzina e diesel nel 2035 nell'UE ratificato oggi. “Non bisogna precludere tecnologie valide”.
La notizia era giunta nella giornata di oggi: i ministri
europei dell'energia hanno ratificato a maggioranza il regolamento sullo stop
ai motori termici alimentati a benzina e diesel nel 2035 nell'UE. Per approfondire il
tema, Ticinonews ha interpellato Marco Doninelli, direttore di UPSA Ticino.
Le chiedo, da professionista, come ha accolto questa notizia?
“Assolutamente in maniera positiva. Noi eravamo contrari al fatto
di andare in un’unica direzione e puntare tutto sull'elettrico. Sarebbe stato
un errore, perché avrebbe significato precludere altre tecnologie altrettanto
valide”.
Dal suo punto di vista i carburanti sintetici sono davvero il
futuro?
“Saranno una parte del futuro. L'elettrico sarà il futuro, questo
è chiaro, ed è già presente. I carburanti sintetici sono un'opportunità che
vale la pena sfruttare, anche per altri mezzi di trasporto. Se pensiamo agli
aeroplani, difficilmente li avremo elettrici. In questo senso il carburante
sintetico è molto interessante”.
Cosa sono questi carburanti sintetici?
“Carburanti che sono formati alla base da idrogeno e dall’anidride
carbonica prelevata dall'atmosfera. Vengono creati per sintesi utilizzando
corrente elettrica e recuperando CO2 presente nell’atmosfera. È chiaro che
quando bruciano emettono ancora anidride carbonica, ma il bilancio è neutro
perché quello che viene emesso è stato recuperato prima”.
Costerà di più?
“Attualmente è molto caro. Il costo di produzione per 1 litro di
carburante sintetico si aggira sui 10 dollari. Si conta tuttavia di arrivare a
costi di produzione di 2 dollari al litro, un prezzo abbordabile. Questo
dipende però dallo sviluppo e la decisione di oggi permette alle aziende di
investire nei carburanti sintetici. Sicuramente con l'aumentare della
produzione diminuiranno anche i costi”.
Questi carburanti sintetici ci sono già?
“Sì. Attualmente sono ancora in fase sperimentale; c'è in
particolare la Porsche che sta sviluppando e testando questo genere di carburante e ha un
sito di produzione in Cile. Quindi sono realtà”.
Rispetto a un carburante classico ci sono degli svantaggi?
“Gli svantaggi adesso sono il costo e la difficoltà di produzione.
Il problema è che bloccare la commercializzazione di questo genere di
carburante avrebbe pregiudicato lo sviluppo. Ora invece che c'è questa
possibilità si potrà investire, incrementare la produzione, aumentare
l'efficienza e diminuire i costi”.
Il sistema sarà identico ad un’auto a carburante?
“Esatto. È un altro grosso vantaggio, perché si utilizzerà ancora
la tecnologia attuale delle automobili e potremo sfruttare le stazioni di
rifornimento che ci sono già oggi, le quali non andranno dismesse perché potranno
distribuire carburante sintetico”.
Ha detto che sono una realtà, però effettivamente non li vediamo. Per
il 2035 potremo già essere pronti?
“Questo per me è difficile dirlo. Presumo di sì: se si può
sviluppare arriveremo pronti, se i fabbricanti potranno impegnarsi nella fabbricazione di
queste auto, si impegneranno anche poi per la distribuzione del carburante
sintetico. Abbiamo ancora 12 anni davanti e non tutti i veicoli dovranno
funzionare con carburanti sintetici. La maggior parte saranno elettrici e ciò non cambia con
la decisione odierna. Però potremo arrivare magari all'aviazione, veicoli
pesanti e particolari. Poi si arriverà alle automobili”.
L'Italia voleva introdurre anche i biocarburanti. Questa eccezione
non è stata accolta. I biocarburanti sono una cosa diversa?
“I biocarburanti sono dei carburanti che vengono prodotti a
partire da biomasse o da scarti vegetali. Il problema di questi è che quando bruciano
emettono del CO2 che non viene recuperato dall'altra parte. È una soluzione che
attualmente c'è ed è giusto sfruttarla, però ha questo svantaggio. Non è però tutto
negativo: tali biocarburanti, così come l'idrogeno, possono servire anche alla
base per la fabbricazione di carburanti sintetici”.
Per riassumere: abbiamo l'elettrico, i carburanti sintetici, l'idrogeno.
E i biocarburanti, che però sono stati messi un po’ da parte. Ma il veicolo
deve essere adattato per utilizzare e fare un pieno di carburante sintetico?
“Probabilmente si richiederanno alcuni aggiornamenti al veicolo. Si
dice che anche le vetture attuali possono circolare con carburanti sintetici, non
sono però così sicuro; alcuni adattamenti andranno fatti, presumo”.
Attualmente le persone che vogliono acquistare un’auto nuova si
buttano già sull'elettrico o c'è resistenza?
“Le statistiche in Ticino dicono che c'è ancora qualche
resistenza. Circa il 10% dei veicoli nuovi venduti sono elettrici. Non vediamo
questa tendenza ad aumentare”.
C'è ancora un problema di prezzo ancora nei nuovi veicoli
elettrici?
“C'è un problema di prezzo che sta sempre più assottigliandosi: più
aumenta la produzione, più aumenta anche lo smercio di auto elettriche e maggiormente
diminuisce il prezzo. In alcuni casi sono ancora più care delle auto a benzina,
ma ci avviciniamo”.
Potrebbe essere un problema di abitudine?
“Secondo me c’è un problema di timore nell’avvicinarsi
all'elettrico. Sappiamo quali sono le preoccupazioni: dall'autonomia alla
ricarica, presumo che questo freni il passaggio all'auto elettrica”.
Anche perché non ci sono sempre vantaggi con l'auto elettrica. Uno
deve adattarsi…
“Direi che più che adattarsi deve cambiare modo
di approcciarsi alla mobilità, perché adattarsi vuol dire accettare dei compromessi
e con l’auto elettrica non per forza bisogna accettare dei compromessi, anzi, ci
sono dei vantaggi. Adesso noi temiamo il tempo di cui abbiamo bisogno per
ricaricare la batteria, ma se io la ricarico di notte, quando sono a casa a
dormire, non perdo nemmeno i 10-15 minuti che di solito impiego per andare a
fare benzina alla stazione di servizio. Devo cambiare il modo di approcciarmi
alla mobilità: invece di pensare di andare a fare il pieno, devo pensare alla
sera, quando arrivo a casa, a collegare la mia auto”.

