Ticino
Stop alle nuove residenze secondarie a Locarno, Pini: «Valuteremo un ricorso al TAF»
Red. Online
24.02.2026 21:16

La decisione arriva dall’Ufficio federale dello sviluppo territoriale dopo una correzione dei dati comunali. Il sindaco: «Abbiamo deciso, come Esecutivo, di fare un piano d'azione che ci permetterà di controllare gli appartamenti, così da determinare se davvero sono sfitti e devono essere conteggiati».
La notizia è di ieri: Locarno ha superato il limite massimo
di residenze secondarie pari al 20% e la Legge federale parla chiaro: da subito
non potranno più esserne autorizzate di nuove. «Si tratta di
un grande cambiamento, perché nel
Locarnese eravamo un po' una mosca bianca da questo punto di vista», commenta il sindaco Nicola Pini ai microfoni di Ticinonews. «Evidentemente
rispettiamo e applichiamo da subito la decisione dell'ARE. Abbiamo tuttavia deciso, in Municipio, di
approfondire nel dettaglio i dati sui quali l’ARE ha basato la sua decisione, perché c'è comunque un 10% di
sfitti o altri edifici senza destinazione che rappresenta un'anomalia».
Gli approfondimenti da fare
Secondo i calcoli federali, a far scattare
il superamento è stata la correzione relativa alle abitazioni vuote. A queste
si aggiungono gli appartamenti affittati a scopo turistico per oltre 90 giorni
all’anno. Per l’ARE restano spazi abitativi a tutti gli effetti e, salvo rare
eccezioni, vanno conteggiati come residenze secondarie. Motivo per cui, come
detto, l’Esecutivo intende approfondire questa situazione anomala. «L'ARE ha voluto
considerare anche quei circa centocinquanta casi di destinazioni commerciali
che noi, a seguito del cambio di destinazione imposto dalla legge edilizia, abbiamo
catalogato come commerciali perché affittate
più di novanta giorni e quindi in maniera preponderante o esclusiva a fine turistico»,
prosegue Pini. «Bisogna anche notare che a livello cantonale queste sottostanno alla legge sugli esercizi alberghieri
della ristorazione, a comprova dell'utilizzo meramente commerciale che se ne fa».
Vi è anche la possibilità di un ricorso
Argomenti, dunque, che a detta del
Municipio pongono le basi per un approfondimento, ma anche per fare chiarezza
sulla decisione dell’Ufficio federale dello sviluppo territoriale che, in ogni
caso, entrerà in vigore da subito. «Abbiamo deciso, come Esecutivo, di fare un vero e proprio piano d'azione, che ci permetterà di andare a controllare uno per uno questi appartamenti, così da determinare se davvero sono sfitti e devono dunque essere conteggiati». Rimane
ancora la possibilità di fare ricorso al Tribunale amministrativo federale,
valutazione che oggi è stata messa sul tavolo nella seduta di Municipio.

