Scuola
Superamento livelli, il DECS mette sul tavolo la proposta dei direttori scolastici
Redazione
05.09.2022 16:01

Foto: © CdT/Chiara Zocchetti
Quattro le aree su cui si basa il modello presentato, tra cui la codocenza e un unico giudizio. Il modello verrebbe applicato sia in terza che quarta media.
Continuità di
apprendimento, codocenza per matematica e tedesco, un’unità didattica (almeno)
a gruppi ridotti per le due materie e giudizi indipendenti dai gruppi frequentati.
Sono queste le quattro caratteristiche principali su cui si basa la proposta formulata
dal collegio cantonale dei direttori di scuola media per il superamento dei
livelli A e B alle medie. Proposta presentata oggi dal Dipartimento educazione
cultura e sport (DECS) alla Commissione formazione e cultura del Gran Consiglio. Un
modello che, si legge nel comunicato stampa del DECS, si applica sia alla terza
sia alla quarta media e permette di perseguire gli obiettivi di apprendimento
del Piano di studio della scuola dell’obbligo ticinese. Vediamo nel dettaglio i quattro punti.
Continuità di apprendimento
L’applicazione
del modello sia in terza sia in quarta media -si legge- permette agli allievi "di maturare una migliore consapevolezza delle proprie attitudini e di svolgere
il passaggio al settore postobbligatorio con più convinzione nelle proprie
scelte".
Codocenza per matematica e tedesco
In queste due
materie ci sarà un potenziamento dell’insegnamento all’interno delle classi. I
due docenti, viene spiegato dal DECS, hanno così l’opportunità di mettere in
atto un’efficace ed efficiente didattica differenziata, permettendo agli
allievi di apprendere le materie con più attenzione alle loro caratteristiche
personali. La codocenza, puntualizza il Dipartimento, permette anche un’estrema
flessibilità didattica all’interno della classe a vantaggio del raggiungimento
degli obiettivi del Piano di studio.
Unità didattiche a gruppi ridotti
Il modello prevede delle lezioni a gruppi ridotti. I due docenti hanno
facoltà di decidere questi momenti in base al percorso didattico svolto fino ad allora, permettendo di lavorare con piccoli gruppi di allievi per
consolidare o approfondire i traguardi di competenze. L'idea è di permettere “almeno un’unità didattica”, ma potrebbero aumentare in
base alle necessità e al periodo. I docenti quindi possono decidere se svolgerne una o più. Inoltre alla classe potrebbero venir offerte delle unità didattiche con laboratori a scelta per gruppi di interesse "per permettere agli allievi di
maturare o consolidare le proprie attitudini e scegliere il proprio percorso
formativo postobbligatorio con più consapevolezza".
Giudizi indipendenti
Non più giudizio
A e B, ma un’unica valutazione di fine semestre e finale. Questo per
contribuire a favorire l’equità di giudizio e l’accettazione da parte degli
allievi e delle loro famiglie della valutazione assegnata, viene spiegato nello
scritto. Attraverso un giudizio unico gli allievi, all’uscita dalle medie, non
saranno più etichettati in base ai corsi frequentati e questo -secondo la
proposta- a favore della transizione postobbligatoria.
I prossimi passi
Durante l’anno
scolastico 2022/2023 il modello, precisa infine il DECS, sarà ancora affinato e
potrà essere introdotto per tappe successive sia relativamente alle ore di
codocenza sia per il numero di sedi coinvolte. Il numero di ore di codocenza
sarà aumentato a dipendenza del numero di nuovi docenti, mentre l’implementazione
del nuovo modello nelle 36 scuole medie cantonali avverrà in due o tre fasi.
65 docenti in più
Per applicare questo modello serviranno 65 docenti in più. Sarà sostenibile economicamente? A regime completo si parla di circa 8 milioni, ha spiegato Manuele Bertoli, direttore del DECS, a Ticinonews. Per il consigliere di Stato si tratta soprattutto di volontà: "Non è una cifra impossibile. Stiamo parlando di qualcosa di centrale: la formazione dei ragazzi nella scuola dell'obbligo. È una priorità politica che secondo me deve essere riconosciuta. Se il parlamento o il popolo decidesse altrimenti e vorrà investire in altre priorità è il gioco della democrazia".

