Ticino
Tagli salariali, anche i docenti del liceo di Bellinzona aderiscono alla protesta
Redazione
21.11.2023 15:19

Foto: © CdT/Chiara Zocchetti
Il Collegio si riserva inoltre di valutare se adottare altre misure che creino disservizio, senza venir meno al proprio mandato.
Il Collegio dei docenti del Liceo di Bellinzona si associa
alla protesta di domani indetta dai sindacati OCST, Vpod e Sit, e appoggiata
dall’associazione ErreDiPi. Non solo: si riserva anche la possibilità, nelle
prossime settimane, di discutere di ulteriori misure di mobilitazione, comprese
forme di astensione dal lavoro analoghe a quelle già attuate durante l’anno
scolastico 2022-2023 riguardo alla vertenza sulle pensioni. Questa la reazione alla
decisione del Consiglio di Stato di procedere con dei tagli salariali “indiscriminati,
che colpiscono gli insegnanti di liceo come tutti i lavoratori dello Stato”. Non
solo: il Collegio “si riserva di valutare se limitare le proprie prestazioni al
ristretto novero degli espliciti doveri di servizio e se prendere altre misure
che creino disservizio, senza venir meno al proprio mandato”.
“Quasi tutti i dipendenti dello Stato verranno colpiti”
Le misure di risparmio “prevedono infatti di rinunciare
all'adeguamento al carovita e di prelevare un contributo di “solidarietà” ai
salari superiori ai 60’000 franchi lordi”, si legge in un comunicato. “Quasi
tutti i dipendenti dello Stato verranno dunque colpiti, perché per i lavoratori
a tempo parziale la franchigia di 60'000 franchi verrà ridotta in proporzione”.
In concreto, “si perderà complessivamente attorno al 3%: circa 1’000 franchi
all’anno in meno per i redditi più bassi, 5'000 per quelli più alti. I 2/3 di
questa riduzione si ripercuoteranno inoltre per l’intera carriera lavorativa,
con effetti anche sulle future rendite di cassa pensione”.
“Una lunga serie di penalizzazioni salariali”
Queste misure di risparmio “sono le ultime di una lunga
serie di penalizzazioni salariali che hanno degradato progressivamente le
condizioni professionali degli impiegati statali”. Fra queste “spicca la
riduzione del 20% delle rendite pensionistiche decisa nel 2012, a cui si
potrebbe sommare l’ulteriore contrazione del 15-20% nel caso in cui non
dovessero essere accettate, in votazione popolare, le misure di compensazione
delle rendite Ipct recentemente votate dal Gran Consiglio”. Anche se queste
misure dovessero essere accolte, “esse implicherebbero comunque un incremento
dei contributi a carico dell’assicurato, il quale avrà così meno salario a
disposizione”.
Le ripercussioni
L’aumento dei contributi da un lato e la decurtazione
prevista dal Preventivo 2024 dall’altro “portano perciò a una perdita salariale
complessiva che si aggira attorno al 4% a partire dal primo gennaio 2024”. È
opportuno inoltre sottolineare “che i tagli indiscriminati alla spesa sociale
dello Stato non colpiscono solo i dipendenti statali, ma anche i lavoratori
degli enti sussidiati dal Cantone e dei servizi correlati, i cittadini
beneficiari dei sussidi di cassa malati e, più in generale, i cittadini che
beneficiano di un qualunque servizio statale: è infatti difficile immaginare
che condizioni professionali rese più precarie non si ripercuotano ad ampio
raggio sulla qualità del servizio stesso”.

