Strade
Terza corsia, i contrari non si danno per vinti
Redazione
22.11.2022 19:10

Il giorno dopo il dibattito in Gran consiglio che ha dato luce verde alla terza corsia sulla A2, i cittadini dei comuni toccati dal progetto si dicono delusi. Pronta la risposta di Zali, direttore del DT: "L’equazione più strade uguale più traffico è errata”.
Continua a far discutere il potenziamento della A2 tra
Lugano e Mendrisio, la cui sigla è POLUME. Durante la seduta di ieri del Gran
Consiglio Ivo Durisch, granconsigliere socialista, ha ritirato la mozione che
chiedeva al Consiglio di Stato di fare pressione a Palazzo federale per
bloccare la creazione delle tre corsie tra Lugano Sud e Mendrisio. Una
decisione presa sapendo che la maggioranza del parlamento non l’avrebbe appoggiata.
All’indomani della decisione c’è delusione da parte di cittadini e associazioni
che si battono prima linea contro il progetto POLUME. “Il prossimo anno alle
camere federali passeranno i primi 4 progetti di ampliamento delle autostrade svizzere.
È praticamente certo che verrà lanciato un referendum contro questi progetti”,
ha detto a Ticinonews Grazia Bianchi, coordinatrice dell’Associazione Cittadini
per il territorio. “POLUME passerà sui banchi di Berna tra 3-4 anni e speriamo
che se la raccolta firma andrà a buon fine Ustra ripenserà i suoi progetti”.
Cos’è il progetto POLUME
La risposta del Cantone alle critiche
“L’equazione più strade uguale più traffico è errata”, ha
spiegato a Ticinonews il direttore del Dipartimento del Territorio, Claudio Zali.
“Ma in realtà il traffico c’è già e la situazione attuale non è accettabile.
Per questo il Consiglio di Stato ha appoggiato un’opera che va ad aumentare la
capacità delle autostrade nei momenti di forte flusso. Per il diritto federale
un’opera si realizza solo se il suo bilancio ambientale è favorevole. Quindi
solo se la situazione futura che verrà consegnata alla popolazione è migliore
di quella attuale”, ha affermato Zali.

