Fiscalità
Ticinomoda chiede sgravi fiscali per le persone fisiche
Redazione
23.05.2023 19:32

Foto: Immagine Ticinonews
La presidente di Ticinomoda Marina Masoni giustifica la richiesta quale "incentivo per i lavoratori". Sulle critiche al settore di scarsa presenza di lavoratori svizzeri e salari bassi risponde: "Non è mai stato veramente così".
Sgravi fiscali per le persone fisiche. La richiesta, rivolta a chi oggi si occupa delle finanze cantonali, giunge da chi le finanze cantonali le ha dirette fra il 1995 e il 2007. La presidente di Ticinomoda Marina Masoni ha lanciato l'appello poche ore fa, nell'ambito dell'assemblea annuale dell'associazione di categoria del settore dell'abbigliamento, al Lac di Lugano.
Incentivo al lavoro
"Chiediamo sgravi per le persone fisiche con lo scopo di incentivare il lavoro", commenta ai nostri microfoni Marina Masoni. "In Ticino, per esempio, siamo competitivi con i globalisti, ma chi è già qui e lavora deve essere incentivato a lavorare, senza dipendere da sussidi o, peggio ancora, a doversi trasferire. È un aspetto che non possiamo non considerare". Non è però mistero che il Cantone, per rispettare i dettami del decreto Morisoli, debba sottoporre le proprie finanze a una cura dimagrante. In questo contesto è appropriato chiedere degli sgravi fiscali? "Se non incentiviamo il lavoro, le finanze andranno certamente
ancora peggio di come vanno oggi. Questo è sicuro”.
Vitta: "Dovremo già realizzare delle riforme"
Alla richiesta di Marina Masoni risponde subito, attraverso i nostri microfoni, l'attuale direttore del Dfe, Christian Vitta. "Il Gran Consiglio ci ha già dato incarico di realizzare delle riforme fiscali per le persone fisiche che dovranno sostituire la misura transitoria legata al moltiplicatore e al coefficiente cantonale, abbassato nel 2019. Lo spazio finanziario è stato dato dal Parlamento in quell'occasione".
Un settore importante
Ticinomoda rappresenta 28 aziende per un totale di 4’500
lavoratori che sottostanno a due contratti collettivi di lavoro nell'ambito
della logistica e della produzione. Una parte di aziende, soprattutto
quelle americane, ha deciso di non aderire all'associazione. Tenendo conto
di queste imprese, si stima che complessivamente il settore della moda in
Ticino generi circa 6’000 posti di lavoro. Pur non essendoci cifre chiare riguardanti
il gettito fiscale, è risaputo che la moda sia uno dei maggiori contribuenti del
nostro Cantone e quanto una grande azienda del settore possa influire sulle casse di un Comune,
soprattutto in caso di partenza.
Solo frontalieri e salari bassi? "Non è veramente così"
Pur avendo un’importanza centrale nel tessuto economico ticinese,
quello della moda è un settore frequentemente additato quale cattivo esempio, contraddistinto
da una bassa presenza di lavoratori residenti e da salari bassi. “Non è mai
stato veramente così”, ci risponde Marina Masoni quando le facciamo notare che
il settore che rappresenta è spesso oggetto di queste critiche. “Ci sono esempi
molto virtuosi di aziende dove la manodopera residente arriva a superare anche il
40% degli impieghi. È vero che la produzione tradizionalmente è sempre stata garantita
da frontalieri, ma la produzione ha perso peso rispetto al complesso
delle attività della moda in Ticino”.

