Sanità
Torna a Lugano la “Walk of care” Ticino
Redazione
07.05.2024 15:00

Foto: © CdT/Gabriele Putzu
Si terrà il 14 maggio. Lo scopo della mobilitazione è di chiedere un’accelerazione dei lavori per l’attuazione dell’iniziativa “per cure infermieristiche forti”.
Martedì 14 maggio è in programma a Lugano la
terza “Walk of care” in Ticino, con ritrovo a partire dalle 17 al LAC e partenza
del corteo che si muoverà per le vie del centro cittadino alle 17.15. Lo scopo
dell’evento, si legge in un comunicato del gruppo promotore, è di
sensibilizzare la popolazione sulla “grave crisi” che investe il settore
sanitario e di “spingere la classe politica ad agire con misure urgenti che
possano porre fine alla situazione emergenziale che investe la nostra sanità”.
“La Sanità vive una crisi senza precedenti”
A oltre due anni dall’approvazione in votazione
popolare dell’iniziativa “per cure infermieristiche forti”, “poco è cambiato”. Le
condizioni di lavoro del personale sanitario “rimangono insostenibili e la
qualità delle cure erogate è gravemente minacciata”. A livello svizzero, “ogni
mese oltre 300 infermiere lasciano la professione e nella Sanità 15'000 posti
di lavoro risultano vacanti”. Inoltre, diverse strutture “sono costrette a
chiudere i reparti e a ridurre l’offerta”. La situazione per le infermiere e
per tutto il personale “è oggettivamente insostenibile”. La Sanità “vive una
crisi che non ha precedenti”. La politica “deve agire e deve farlo in modo
tempestivo, perché la situazione è drammatica”.
Le rivendicazioni
Con la “Walk of care” si chiede un’accelerazione dei lavori per l’attuazione dell’iniziativa
“per cure infermieristiche forti”. L’attenzione è rivolta in particolare a quello
che è stato definito nel secondo pacchetto dell’iniziativa che prevede il
miglioramento delle condizioni di lavoro. Tra le richieste vi sono anche una migliore ripartizione tra il numero di infermieri e
quello dei pazienti e l’adozione in Ticino di misure urgenti che permettano di
migliorare la qualità delle cure, di rendere più attrattiva la professione e di
frenare il tasso di abbandono. Ultime
rivendicazioni concernono aumenti dei salari, riduzione del carico orario, misure che
facilitino la conciliabilità tra lavoro e professione, e retribuzione di
indennità in caso di modifica dei piani di impiego.

