Meteo
Tornano freddo e neve. “Fino a 15cm sopra i 600 metri"
Andrea Scolari
16.01.2023 14:19

Foto: ©Chiara Zocchetti
Fino a ieri il mese di gennaio è stato "molto più mite della media", scrive MeteoSvizzera. Ma da oggi tornano freddo e neve. "Sarà un passaggio rapido, terminerà tutto domani sera", spiegano gli esperti.
“Ma che freddo!” In
molti questa mattina, stringendosi nei propri cappotti, lo avranno detto appena usciti di casa. Non è solo una sensazione, perché da oggi “arriveranno sulle Alpi non
più masse d’aria miti di origine atlantica o mediterranea, ma correnti fredde da
nordovest di origine polare marittima”, si legge sul blog di MeteoSvizzera. "Questo provocherà le precipitazioni previste tra oggi e domani", ha spiegato a Ticinonews la meteorologa Cecilia Moretti. "Saranno divise in due parti: una prima fase è prevista per questo pomeriggio e una seconda è attesa per domani", ha continuato l'esperta.
Fino a 15 cm di neve sopra i 600 metri
“Le prime precipitazioni si registreranno
questo pomeriggio, ma nel corso della notte ci sarà una pausa, con ampie
schiarite. Domani tutto riprenderà e la neve imbiancherà anche i paesaggi in
pianura”, ha detto Moretti. Ma a livello di quantitativi cosa dobbiamo
aspettarci? “Con la situazione attuale non è facile fare una previsione, ma si possono stimare fino a 5 cm in pianura e 15 sopra i 600-800 metri. Sarà
comunque un passaggio rapido, tutto terminerà domani sera e fino al fine
settimana non si prevedono ulteriori precipitazioni”, ha continuato l’esperta.
Un gennaio sopra la norma
Fino a ieri è
stato il mese di gennaio è stato “mite, molto più mite della media pluriennale”.
Le temperature registrate in Svizzera, si legge sul sito di MeteoSvizzera, “sono
rimaste al di sopra della media 1991-2020 grazie al costante afflusso di aria
mite di origine subtropicale o atlantica. Nelle regioni più settentrionali l’anomalia positiva ha raggiunto addirittura i 7 – 8 °C, mentre
spostandosi verso sud i valori diminuiscono un po’ ma restano comunque molto
elevati”. Cifre che, se continuassero in questa direzione, “porterebbero il
mese di gennaio ad essere il più mite dal 1864, quando sono iniziate le
misurazioni. Ma per fortuna -concludono gli esperti- non sarà così”.

