Salute
Tumore alla prostata, "con tanta pazienza ho superato la malattia"
Redazione
25.11.2022 06:07

È la seconda causa di morte in Svizzera e colpisce 300 uomini ogni anno in Ticino. Ticinonews ha raccolto la testimonianza di un uomo a cui era stata diagnosticata la malattia.
Il tumore alla
prostata “è una vera e propria piaga sociale”. Così lo ha definito Andrea
Gallina, primario di urologia all’Ospedale Regionale di Lugano, a Ticinonews. Una malattia
che rappresenta la seconda causa di morte negli uomini e che in Ticino colpisce
300 persone ogni anno, 6'500 a livello svizzero. Una soluzione per diminuirne il
tasso di mortalità esiste, è la diagnosi precoce, ma per farla bisogna superare
lo scoglio dell’imbarazzo e della vergogna e decidere di sottoporsi a un
controllo medico. “Per una visita di routine col medico di famiglia mi hanno trovato il PSA (antigene prostatico specifico, ndr.) che era molto aumentato e mi ha suggerito di andare dall’urologo, che ha poi trovato che c’era un grosso problema: un tumore”. Vito Viganò è un paziente oncologico che oggi ci ha raccontato la sua storia e la sua lotta contro il cancro alla prostata.
La testimonianza
“Data
la mia età avanzata non erano possibili né l’intervento chirurgico né la radioterapia”.
L’unica cura efficace per Vito erano le iniezioni di ormoni “che mantenevano
almeno ridotto lo sviluppo del tumore”. Nonostante l’accettazione di questa situazione
difficile, Vito si è visto portar via un fattore importante, ovvero “avere l’impressione
di essere un anziano ma in buona salute. Adesso mi sento un vecchio ammalato”. Dopo
qualche tempo di cura ormonale “l’oncologa mi ha dato la bella notizia che
avevano deciso di offrirmi la possibilità di fare una radioterapia malgrado la
mia età, data la mia buona condizione fisica. Per me è stato come un nuovo
permesso di vivere, di poter essere di nuovo il vecchio in buona salute di prima”.
Questa cura di radioterapia non è stata di certo una passeggiata, “con dei
sintomi fastidiosi ma senza dolore. Ora sto bene, sono contento, ho avuto un
buon trattamento. C’è voluta molta pazienza, ma penso sia valsa la pena per
poter aver ancora gli anni, quelli che la vita mi concede e di averli in buona
salute, questo è importante per me”.

