Ticino
"Un congedo parentale nazionale di almeno 20 settimane"
Redazione
18.08.2023 16:06

I Giovani del Centro hanno lanciato oggi la loro iniziativa per un congedo parentale nazionale che permetta una distribuzione flessibile delle settimane.
Un congedo parentale che abbia una durata complessiva di
almeno 20 settimane, la cui la quota fissa della madre debba essere pari ad
almeno 14 settimane e quella del padre rappresenti almeno il 20% del congedo
parentale totale, con la possibilità per entrambi i genitori di poter usufruire
della propria parte in modo flessibile. È la richiesta contenuta nell’iniziativa
lanciata oggi dai Giovani del Centro, secondo cui un congedo parentale
nazionale che permetta una distribuzione flessibile delle settimane “è una
reale necessità per le famiglie: migliora la conciliazione tra vita familiare e
lavorativa, ha un effetto positivo sullo sviluppo dei bambini ed è sensato in
termini di politica economica”.
“Un sistema non più adatto ai nostri tempi”
In Svizzera, la crescente diversità dei modelli familiari,
degli stili di vita e della concezione di lavoro retribuito e non retribuito “si
scontrano con un sistema non più adatto ai nostri tempi e basato su condizioni
quadro vetuste”, si legge in un comunicato. Quattordici settimane di congedo
di maternità e due di paternità “non rispondono più alle esigenze di una
società moderna. I genitori dovrebbero avere opzioni organizzative individuali
quando si tratta di iniziare un nuovo capitolo della propria vita con un nuovo
membro della famiglia”. Entrambi i genitori “dovrebbero poter partecipare
all'educazione del figlio e riprendere l’attività professionale il più
facilmente possibile dopo la nascita di un bambino”. La differenza nel rapporto
tra congedo di maternità e di paternità “è attualmente enorme: l'87,5% è
assegnato alla madre e il 12,5% al padre”.
Le motivazioni
Secondo gli iniziativisti, aumentare il numero minimo di
settimane di congedo parentale permetterebbe ai neo papà e alle neo mamme di
vivere più intensamente questa nuova fase della vita e di contribuire al
benessere dell’intera famiglia. La flessibilità della ripartizione del congedo “permette
infine di suddividere il tempo da dedicare alla famiglia in base alle singole
situazioni lavorative e alle specifiche scelte in merito alla divisione dei
compiti domestici”. L'introduzione di un congedo parentale adeguato, inoltre, “può
aumentare la partecipazione delle donne al mercato del lavoro e ridurre gli
svantaggi che incontrano, in particolare nelle decisioni in merito ad
assunzione e promozione”. E una maggiore partecipazione delle donne al mercato
del lavoro “migliora la loro indipendenza finanziaria e le loro prestazioni
pensionistiche, ed è anche una buona misura per combattere la crescente carenza
di manodopera qualificata in Svizzera”.
La richiesta
La Svizzera “sfigura” nel confronto a livello
internazionale per quanto concerne il congedo parentale. Nei Paesi vicini e in
altri Stati europei, i genitori godono di un congedo più lungo dopo la nascita
di un figlio. Se la Svizzera vuole rimanere competitiva a livello
internazionale e combattere la carenza di manodopera qualificata, “deve
investire in una politica familiare moderna”. Finora, tuttavia, il congedo
parentale “ha faticato a farsi accettare. Numerose proposte sono fallite in
Parlamento o a livello cantonale”. Ciò che accomuna le proposte avanzate finora
“è la richiesta di obiettivi settimanali concreti, che in genere comportano
un'estensione estrema del congedo parentale”. Ad esempio, la Commissione
federale per gli affari familiari (COFF) ha recentemente chiesto un congedo
parentale di 38 settimane. Ciò significherebbe più che raddoppiare le attuali
16 settimane di congedo di maternità e paternità. “Non sorprende che gli
ambienti economici svizzeri abbiano criticato questa proposta: sarebbe gonfiata
in modo sproporzionale nonché troppo costosa. È ora di trovare una soluzione
nazionale che possa ottenere una maggioranza. Se vogliamo che il congedo
parentale ottenga tale maggioranza, abbiamo bisogno di una soluzione nazionale
che sia finanziabile, pragmatica e sostenuta dall'economia”. Lo scopo di questa
iniziativa cantonale “è quello di invitare il Parlamento nazionale a prendere
in considerazione questo importante tema".

