Tecnologie
Un robot come personal trainer per gli anziani
Redazione
18.09.2024 06:00

Si chiama "Alpha mini" ed è solo una delle possibilità illustrate dal roadshow che in questi giorni fa tappa in diverse piazze svizzere per illustrare i prodotti pensati per agevolare la vita degli ultra sessantacinquenni.
Sensori per le
cadute, posate ergonomiche, robot personal trainer. Sono solo alcune delle
possibilità tecnologiche presentate ieri a Locarno nell’ambito del progetto di
ricerca nazionale “Nuove tecnologie – nuovi modi di invecchiare?”, che
coinvolge diverse scuole universitarie tra cui la Supsi. L’obiettivo? Affrontare
l’invecchiamento demografico e le sue sfide. Le proposte vanno da “Alpha mini”,
un robot da programmare per le attività più svariate, al suo "collega" “Badi”, che ha uno schermo
in viso e consente di telefonare.
Gli obiettivi
"Il nostro scopo è
mostrare le possibilità della tecnologia e
avviare un dialogo con la popolazione per capire in che direzione dovrebbe andare”, spiega a Ticinonews Samira Hüsler dell’Istituto
per la ricerca sull’invecchiamento di San Gallo, promotore del roadshow che in questi giorni fa tappa in diverse piazze svizzere. “C'è un forte interesse, soprattutto per i sensori per le cadute. Penso che dovremmo andare
in questa direzione. E anche la sedia è molto apprezzata”. Una sedia per
alzarsi in tutta comodità quando gli acciacchi del tempo ti mettono a tappeto.
Tutti prodotti già sul mercato, ma forse poco conosciuti, pensati per
affrontare una delle grandi sfide del presente: da adesso al 2050 gli ultra
sessanticinquenni sono destinati ad aumentare del 25%.
Le possibilità
“Abbiamo ad esempio un sensore di caduta, che può essere appeso a una parete. Questo sensore controlla la
stanza e quando la persona cade, lo percepisce e chiama direttamente
i servizi di emergenza”, afferma Stefano Cereghetti del centro competenze
anziani della Supsi. Vi sono poi posate ergonomiche, cucchiai per chi soffre di
tremore e una foca giapponese per i malati di demenza per stimolare in
loro emozioni positive. E non si può non citare un’invenzione tutta svizzera: il prodotto in
questione è nato da una collaborazione con una startup di Zurigo, che aveva l’obiettivo
di sviluppare un sistema per riconoscere l’apnea notturna durante il sonno. “Il
tutto senza contatto”, spiega Nicola Notari, ricercatore Ost. “Si tratta di un sistema basato su
un radar che misura lo spostamento della pelle durante il sonno e permette
di monitorare parametri vitali come la frequenza cardiaca”. A dimostrazione della
bontà della tecnologia se incanalata.

