Crisi energetica
“Una città al buio dall’1 alle 5 di notte”. È la ricetta della SES per ridurre il consumo energetico
Teleticino
15.09.2022 20:15

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Per far fronte alla crisi energetica la Società Elettrica Sopracenerina è corsa ai ripari proponendo una serie di soluzioni ai comuni allacciati alla sua rete elettrica. “Permetterebbe di risparmiare mille franchi al giorno”. Ma non mancano gli scetticismi.
Una città al buio
dall’1 alle 5 di notte, da novembre a marzo. È la ricetta pensata dalla Società
Elettrica Sopracenerina (SES) per far fronte alla crisi energetica. La SES ha
scritto a tutti comuni del suo comprensorio una serie di proposte per ridurre i
consumi, fra queste lo spegnimento totale dell’illuminazione pubblica di notte,
la rinuncia alle luci natalizie e lo spegnimento delle luci che illuminano gli
edifici.
“Una misura che potrebbe essere messa in atto con facilità”
Certo è l’aumento del
costo dell’elettricità per il 2023, incerta è la situazione che dovremo
affrontare questo inverno. Le prospettive non sono rosee, e parlano anche di
possibili contingentamenti. “Non esistono misure non invasive che permettono di
ridurre il consumo di elettricità”, ha spiegato a ticinonews Pier Angelo
Ceschi, vicedirettore SES. “Questa è un’idea che potrebbe essere messa in atto
con una certa facilità, ma richiede la partecipazione compatta dei comuni e del
Cantone. Potrebbe anche succedere che sia la Confederazione, nel caso
arrivassimo in una situazione di gestione della penuria energetica, a decidere un
obbligo di spegnimento o una serie di altre misure”.
Verrebbero risparmiato mille franchi al giorno
Ma quanto si
risparmierebbe con uno spegnimento totale dell’illuminazione pubblica? “Il fabbisogno per l’illuminazione pubblica, su tutto il
consumo di elettricità, ammonta a circa l’1%. Spegnendo dal’1 alle 5 le luci
risparmieremmo ogni giorno quello che un’economia domestica consuma in un anno,
all’incirca mille franchi al giorno.”
Problema sicurezza
“I passaggi pedonali devono
essere illuminati, siamo obbligati a farlo, ma se i lampioni dovessero essere
spenti e si verificasse un incidente chi risponderebbe? Il comune, la
Sopracenerina o il Cantone?” Questa la domanda che si pone Pierluigi Zanchi,
capodicastero sicurezza e Città dell’energia di Locarno.

