Cantonali 2023
"Una legislatura impegnativa in cui abbiamo vissuto due crisi epocali"
Redazione
11.03.2023 08:02

Un bilancio sui quattro anni appena conclusi, la gestione della pandemia, l’aumento dei premi della cassa malati e le sigarette elettroniche. Sono questi alcuni temi affrontati a Ticinonews da Raffaele De Rosa, consigliere di Stato uscente del Centro.
Raffaele De Rosa, consigliere
di Stato uscente del Centro e direttore del DSS, è stato protagonista della
decima intervista pre elettorale a Ticinonews. Fra i temi discussi la sua prima
legislatura, la pandemia, l’aumento dei premi di cassa malati e la tassazione
delle sigarette elettroniche.
Fra poche settimane si
conclude la sua prima legislatura. Ripercorrendo questi quattro anni, di cosa va
fiero e cosa magari farebbe diversamente?
“È stata una legislatura
molto impegnativa, complicata, e abbiamo vissuto due crisi epocali: prima la pandemia
e poi - non ancora archiviata - la guerra. Due crisi che hanno avuto e stanno
avendo conseguenze in termini umanitarie, sociali ed economiche. Ci sono state più decisioni prese d'urgenza che sono state difficili da prendere.
È sempre stato necessario trovare l'equilibrio giusto. Pensando alla pandemia c’erano
sia l’esigenza di proteggere la salute della popolazione, sia quella di garantire
la libertà. Anche oggi, di fronte alla nuova crisi, bisogna
pensare all’importanza di difendere la neutralità e la posizione della
Svizzera. In questo senso penso che il lavoro impegnativo che è stato fatto da
parte del Governo e del Parlamento sia stato un lavoro serio, svolto in condizione
non facile a fronte di tante incognite, come appunto il Covid.
Partiamo dalla pandemia:
non sono mancate delle critiche sulla gestione, ad esempio sull'iniziale mancanza di mascherine. Da quella esperienza il Ticino ha imparato qualcosa?
“Con tutti gli scongiuri
del caso, alla prossima pandemia saremo pronti. A inizio 2020 questo virus era allora sconosciuto e il Ticino ha saputo
reagire di fronte a una nuova malattia. C'era un piano pandemico che prevedeva una serie di requisiti che erano rispettati. Non avevamo verificato i
parametri che venivano dati per gli stock, ma era un piano pandemico basato sull’influenza,
mentre abbiamo visto che questo virus era molto di più, soprattutto nelle sue
prime ondate. Poi sono arrivate le varianti successive e penso che grazie alla
grande unità e al comportamento dei ticinesi siamo riusciti anche a superare questa
crisi epocale e ci tengo ancora a ringraziare tutta la popolazione per la responsabilità
e l'unità”.
Aumento dei premi di
cassa malati: le sue iniziative cantonali non hanno trovato un sostegno a Berna.
C'è un piano B?
“Abbiamo scritto a tutti
i deputati del Consiglio degli Stati per sostenere la mozione di Lorenzo Quadri,
l'iniziativa di Philippe Nantermod - che è un deputato del vallese che ha ripreso la
nostra iniziativa - e un'iniziativa analoga del Canton Basilea Città. Queste
tre iniziative, che chiedono di restituire ai cittadini le riserve eccessive degli assicuratori malattia, sono state accolte dal Consiglio nazionale e nei
prossimi giorni passeranno allo scoglio più difficile del Consiglio degli Stati. È un tema
complesso, lo sappiamo, ed è importante agire a livello federale, mentre a livello cantonale bisogna usare
tutte le leve a disposizione (che sono limitate, bisogna pur dirlo) per contenere l'aumento dei premi e della
spesa sanitaria”.
Passiamo all'attualità
di questa settimana. Le sigarette elettroniche saranno tassate, cosa ne pensa? La preoccupa il fumo tra i giovani?
“Assolutamente sì, è una
grande preoccupazione. Secondo i dati a nostra disposizione, in Ticino quasi 4
giovani su 10 fumano. Sappiamo quanto questo abbia delle conseguenze in termini
di salute nel lungo termine, ma anche per
la dipendenza che il fumo e la nicotina genera sui giovani, quindi è importante
rinnovare l'impegno per contrastare questo fenomeno e come Dipartimento abbiamo
proprio promosso, per quanto riguarda i nuovi metodi di fumo, una modifica della
legge sanitaria, approvata di recente dal parlamento, che mira a vietare la
vendita delle sigarette elettroniche e dei prodotti affini ai minorenni, perché
oggi non è così. Un 14enne può ancora andare in negozio e comprare una sigaretta
elettronica”.
L'intervista completa:

