Autogestione
“Uno spazio (inutilizzato) per tutti”
Redazione
03.07.2023 17:42

I copresidenti del partito socialista di Lugano ribadiscono la necessità di uno spazio fruibile da subito per la realtà autogestita. “È compito dell’Esecutivo assicurare alle persone la possibilità di esprimersi in un pluralismo culturale”.
A Lugano ad intervalli regolari si ripropone la
questione della mancanza di spazi per la cultura indipendente e per realtà
autogestite. Problematica questa, secondo i copresidenti della sezione
cittadina del PS, Tessa Prati e Filippo Zanetti, causata dall’agire “politicamente
insensato del Municipio, con il suo culmine nella demolizione di parte dell’ex
Macello”. La recente decisione della Corte dei reclami penali, “che de facto
riapre la procedura, ci dirà se tale agire ha anche una rilevanza penale”.
“A una realtà autogestita serve uno spazio fruibile da subito”
Con l’esperienza de La Straordinaria, si legge
ancora nella nota congiunta dei due copresidenti, tutti gli attori -in primis
la compagine municipale e il dicastero cultura- “si sono detti soddisfatti e
consci della necessità di offrire spazi non organizzati a quella tanto
importante quanto sottovalutata cultura indipendente”. Una cultura che a Lugano
“stenta ormai da anni a (ri)prendersi gli spazi necessari per poter esprimere
un potenziale che il Municipio da troppo tempo ha voluto limitare”. È compito
dell’Esecutivo “assicurare alle persone la possibilità di esprimersi in un
pluralismo culturale: a una realtà autogestita serve uno spazio fruibile fin da
subito, facilmente accessibile anche con i mezzi pubblici e che sia idoneo allo
sviluppo di attività variegate”.
"Venga finalmente concordato uno spazio definitivo”
Con l’occupazione dell’ex scuola elementare di
Viganello, uno stabile vuoto e inutilizzato, “è stata data l’ennesima conferma
che di spazi a Lugano ve ne sono”. Manca tuttavia “la disponibilità, ma
soprattutto la volontà del Municipio di impegnarsi affinché uno spazio
definitivo venga finalmente concordato tra le parti e concesso”. L’Esecutivo e
la destra, scrivono Prati e Zanetti, “devono accettare che Lugano non è solo
Piazza Riforma: inclusione e diversità e, in questo caso, una realtà
autogestita, sono un valore e quest’ultima non è una realtà da reprimere e
repellere”. L’apertura dimostrata nelle ultime ore da entrambi i fronti “va sostenuta
e, questa volta, deve portare un risultato giusto, in tempi brevi e che vada a soddisfazione
di tutti”.

