Viaggi
Vacanze e aerei, a prendere il volo sono anche i prezzi
Redazione
24.04.2023 21:41

Con la fine della pandemia è tornata la voglia di viaggiare ma, secondo alcuni operatori, l’aumento del prezzo dei biglietti raggiunge anche il 45%. La causa principale è il rapporto domanda/offerta, ma pesano anche il prezzo del carburante e il conflitto in Ucraina. Davide Nettuno, Hotelplan: "La voglia di partire prevale sull'aumento dei prezzi".
Prendere l’aereo,
soprattutto in determinati periodi, sta diventando sempre più esclusivo. Il
fenomeno si è innescato con la ripresa delle attività dopo il lungo stop della
pandemia. Come riportato dalla Nzz am Sonntag, che ha intervistato il
presidente del sito Globetrotter, i voli a lunga distanza sono aumentati dal 30
al 45%. Anche
volare in Europa è più caro: il comparatore di prezzi online segnala un aumento
del 35% rispetto a un anno fa, indica Le Matin.
I motivi di questi aumenti
I fattori di questi aumenti sono molteplici. Uno di
questi è legato al rapporto domanda-offerta. Le compagnie aeree hanno infatti
ridotto drasticamente le tratte durante la pandemia e oggi si ritrovano con una
grande domanda, ma meno posti da vendere. Swiss ancora oggi vola all'85% della
sua capacità del 2019.
Ad influire sui prezzi è anche il rincaro del
carburante, che ha un impatto importante sui costi della compagnia. Facciamo un
esempio estremo: un Airbus A380, uno degli aerei più grandi al mondo, può
imbarcare 310mila litri di cherosene. Tenendo conto del prezzo di mercato, il
pieno costa 465mila euro. L’aviazione poi è indirizzata verso la neutralità dal
punto di vista delle emissioni di CO2, ma i carburanti sostenibili hanno un
costo da 4 a 6 volte superiore a quello del cherosene.
Un ulteriore fattore di aumento dei costi è il contesto
geopolitico. La guerra russo-ucraina ha costretto le compagnie a ridisegnare le
rotte dell'area euro-asiatica per evitare lo spazio aereo ucraino. I viaggi così
si allungano e si consuma più carburante.
Altri problemi sono legati al ritardo nella catena di
approvvigionamento e dei pezzi di ricambio, nonché ai fattori ambientali. Oggi
abbiamo strumenti meteorologici in grado di fare previsioni molto accurate, ma
stando alle statistiche forti tempeste e uragani sono diventati più frequenti, con
conseguenti cancellazioni e lievitazione dei costi.
La voglia di viaggiare
Questi scenari, insomma, non promettono soluzioni
facili. E per un po' dovremo forse scordarci delle maxi offerte che nel 2016, per esempio, promettevano 9,99 euro per 999 rotte. Ma freneranno anche la voglia di viaggiare? Secondo Davide Nettuno,
portavoce di Hotelplan Svizzera italiana, la risposta è negativa. “Credo che la
voglia di partire prevalga su questa situazione contingente di aumento dei
prezzi. Bisogna inoltre sottolineare che gli aumenti indicati da globetrotter tra
il 35 e il 45% sono degli esempi estremi. Guardando al mercato dei voli charter,
direi che gli aumenti si situano attorno al 9 - 12%. Una classica vacanza di un
pacchetto turistico non arriva dunque a questi livelli. Ma è vero che
destinazioni come gli USA o l’Asia subiscono un impatto molto più importante”.
Le strategie low cost
Con l’arrivo delle compagnie low cost, prima della
pandemia si poteva viaggiare a prezzi folli. Ma è una strategia che non può
essere portata vanti a lungo termine? O si tornerà ai prezzi di una volta? “Le
tariffe a 9,99 era difficile trovarle visto che si aggiungeva poi tutta una serie di
costi. Ma si era arrivati a proposte insostenibili”, ricorda Maurizio Merlo,
esperto di aviazione. “Un volo Milano-Barcellona poteva costare meno del
viaggio tra Barcellona aeroporto e il centro città. È una strategia che a lungo
termine sarebbe cambiata. Il tutto è stato accelerato dal Covid e dalla guerra.
Ma nell’aviazione è difficile prevedere cosa succederà. La pressione sull’inquinamento
è sempre più forte, ma il bio cherosene rimane più caro. Non credo che i prezzi
scenderanno a medio termine”.
Aumenta la sensibilità ambientale
Nelle scelte di chi viaggia ha anche un peso sempre maggiore
la componente climatica, conferma Nettuno. “È indubbio che la sensibilità
ambientale dei viaggiatori stia crescendo. Gli attori sul mercato stiano cercando di sviluppare una sensibilità ecologica per quanto riguarda il
viaggio. Forse l’ambiente può anche essere grato che offerte a 9,99 non sono
più sul mercato, con persone che rinunciano a fare gite di poche ore o giorni, come
la partenza il sabato mattina per fare un aperitivo a Roma e rientrare la sera
o domenica mattina. Anche località interessate dal fenomeno del “overtourism”,
ovvero un eccessivo arrivo di turisti, possono beneficiare del fatto che questi
fenomeni vanno scomparendo. Un aumento dei prezzi del volo non ha quindi
necessariamente soltanto degli impatti negativi”.

