Ticino
Vendita di e-cig ai minorenni, "ci vuole tempo per mettere in atto una regolamentazione"
Redazione
17.01.2024 06:06

Martine Bouvier Gallacchi, medico capo del servizio di promozione e valutazione sanitaria, si esprime sul fenomeno dei negozi che continuano a vendere sigarette elettroniche ai minori di 18 anni. "Si tratta di capire dove ci sono ancora difficoltà nell'applicare una legge che ormai c'è".
In Ticino un negozio su quattro vende ancora sigarette
elettroniche e prodotti simili a giovani al di sotto dei 18 anni. E questo
nonostante l’apposito divieto scattato dal 1° giugno 2023. A rilevarlo, i
controlli effettuati dal Dipartimento sanità e socialità, in collaborazione con
Radix Svizzera italiana. Un dato, quello emerso, “che non è soddisfacente, ma che ci si poteva aspettare,
perché ci vuole un certo tempo per mettere in atto
questo tipo di regolamentazione”,
spiega a Ticinonews Martine Bouvier Gallacchi,
medico capo del servizio di promozione e
valutazione sanitaria. “Avevamo avvertito che avremmo fatto dei test; adesso si tratta di capire effettivamente dove ci sono ancora difficoltà nell'applicare una legge che ormai c'è”. Spiegare questo 25% di venditori “fuorilegge”
non è semplice. “Posso immaginarmi che in certe zone il venditore non sia stato
forse informato correttamente. Non è dato a
sapere questo. Sappiamo invece che se le
persone chiedono l'età o un documento d'identità,
non vendono sigarette. Quindi è ora di far passare il messaggio che è lecito chiedere
un documento d'identità e così facendo non si sbaglia più”.
Le azioni di sensibilizzazione
Oltre ai venditori, il
tema riguarda
anche altre figure che ruotano attorno ai
giovani, come i docenti e la famiglia. Anche
in questo senso va quindi fatta un'opera
di sensibilizzazione. “Esiste un programma di
prevenzione cantonale all’interno del quale
ci sono diversi interventi a vari livelli”,
precisa Bouvier Gallacchi. “Questo è l'ultimo
tassello di un programma che è già in atto e prevede delle azioni di sensibilizzazione a livello dei giovani, nelle scuole e nel
tempo libero, tramite dei partner che abbiamo
da tempo, quali la Lega polmonare, Idée sport
e anche Radix Svizzera italiana”. Ma non solo:
“abbiamo organizzato anche tutta una serie di interventi, come serate genitori nelle scuole, per informare anche le famiglie e i docenti,
poiché effettivamente si tratta di un fenomeno nuovo”.
Come sono stati effettuati i controlli
Per effettuare dei
controlli e dei test d’acquisto in generale, si seguono delle procedure che sono standardizzate, non solo in Ticino ma in Svizzera. “A noi in questo
caso interessava l’ambiente intorno alla scuola. Abbiamo
quindi preso le 36 scuole medie e, sempre insieme a Radix Svizzera italiana, abbiamo guardato dove erano maggiormente presenti i punti di vendita e ci siamo concentrati su quelle sedi”, conclude
Bouvier Gallacchi.

