Ticino
"Via il moltiplicatore differenziato ai Comuni"
Redazione
13.11.2024 15:07

Foto: © Tatiana Scolari
Lo chiede un'iniziativa parlamentare del Gruppo Verdi del Ticino. “Si stanno manifestando quelle turbolenze che nascono quando si mettono in un’eccessiva competizione fiscale entità come le realtà comunali".
Togliere ai Comuni la possibilità di applicare un moltiplicatore differenziato per le persone fisiche e quelle giuridiche. È la richiesta formulata dal deputato Marco Noi, in un’iniziativa parlamentare presentata per il Gruppo Verdi del Ticino a poco più di una settimana dal "sì" alla moratoria sul moltiplicatore espresso dal Gran Consiglio.
Le motivazioni
A
cinque anni di distanza dalla decisione del Parlamento di approvare la riforma
fiscale per l’adeguamento alla RFFA, “si stanno manifestando quelle turbolenze
che nascono quando si mettono in un’eccessiva competizione fiscale entità
relativamente piccole, ma con funzionalità complementari, come possono essere
le realtà comunali”, si legge nel testo dell’iniziativa. Si sta delineando
all’orizzonte “quello che si temeva a suo tempo, ovvero che un gioco al ribasso
e fondamentalmente al massacro al quale assistiamo già a livello internazionale
e intercantonale, possa impregnare anche le dinamiche intercomunali”.
Le conseguenze
La
paura di perdere indotto fiscale dalle persone giuridiche, in particolare dei Comuni
più grossi al centro degli agglomerati urbani, a causa della concorrenza che i
più piccoli potrebbero esercitare abbassando il proprio moltiplicatore per le
persone giuridiche, “sta sollevando nuove dinamiche finanziarie che generano
ulteriore tensione e incertezza”. Infatti “i grossi centri rivendicano nuovi
flussi perequativi con i Comuni limitrofi, sui quali ben difficilmente sarà
possibile trovare un consenso”.
“Più un problema che un’opportunità”
Il
fatto, si legge ancora, che dopo cinque anni di tempo a disposizione, i Comuni
e i partiti che li governano giungano alla vigilia dell’implementazione di
questa differenziazione di moltiplicatore “praticamente spaccati e indecisi sul
da farsi, è un ulteriore segnale che questo strumento non è gestibile nel
nostro cantone, e quindi è decisamente più un problema che un’opportunità”.

