Cantone
Violenza domestica, Gobbi: "In Ticino oltre 600 infrazioni nel 2022"
Redazione
21.11.2023 13:28

Le forze dell’ordine sono intervenute 983 volte per arginare episodi di violenza domestica e proteggere le vittime. A livello nazionale oltre la metà degli omicidi l'anno scorso sono stati commessi in ambito domestico.
"Preoccupante, strutturale e trasversale a tutta la società". Così
il consigliere di Stato Norman Gobbi ha definito oggi il fenomeno della
violenza domestica nel corso di una conferenza stampa organizzata a Palazzo
delle Orsoline per tracciare il bilancio annuale del Piano d’azione cantonale sulla
violenza domestica e presentare alcune misure attivate nel corso degli ultimi
12 mesi. Allo stesso tempo, è stata l’occasione per lanciare la Giornata
cantonale per la lotta alla violenza domestica che si terrà a Bellinzona sabato
25 novembre e la campagna mondiale “16 giorni di attivismo contro la violenza
di genere”, che a partire dal 25 novembre proporrà una serie di iniziative
sino al 10 dicembre prossimo.
Alcuni dati
Partendo dalle
cifre, nel 2022 in Svizzera sono stati 19'978 i reati
commessi in ambito di violenza domestica; gli omicidi sono stati 25, ossia il
59,5% di tutti gli omicidi consumati (42). 61 i tentati omicidi, 123 i reati
per lesioni gravi, 2'167 per lesioni semplici e 6'497 i reati per vie di fatto.
Circa il 40% di tutti i crimini di violenza registrati dalla Polizia è
classificato come violenza domestica; nel 70.2% dei casi la vittima è una
donna, contro il 29.8% che ha riguardato un uomo. In Ticino la situazione
parla, sempre per il 2022, di 652 infrazioni in ambito familiare, in massima
parte per lesioni semplici, minacce o ingiurie, ha sottolineato il direttore del DI. Le forze dell’ordine sono
intervenute 983 volte per arginare episodi di violenza domestica e proteggere
le vittime.
Gli assi di intervento
Sia il Piano d’azione nazionale sia quello cantonale hanno lo
scopo di eliminare la violenza domestica. Un obiettivo che si potrà raggiungere
– ha affermato Gobbi – attraverso la massima collaborazione tra tutte le
autorità cantonali e comunali coinvolte e la società civile. A questo proposito
il consigliere Stato ha sottolineato che il bilancio che si può tracciare in
questo 2023 è positivo. L’obiettivo principale del
piano cantonale è rendere strutturale il sistema di contrasto alla violenza
domestica. Gli assi d'intervento sono quattro: prevenzione, protezione delle
vittime, perseguimento degli autori e politiche coordinate.
Le misure
La Direttrice della Divisione della
giustizia, Frida Andreotti, si è dal canto suo soffermata proprio sul Piano
d’azione cantonale sulla violenza domestica adottato nel 2021 e aggiornato nel
2022, ricordando che sono un’ottantina le misure previste nei quattro assi
d’intervento. Sul fronte del perseguimento, attinente al Dipartimento delle
istituzioni, tra le misure attivate si segnalano la creazione del Centro di
competenza “Violenze” presso la Polizia cantonale e la revisione totale della
Legge sulla Polizia. Quest’ultima introduce la base legale per il processo di
gestione delle minacce e proroga dagli attuali 10 ai futuri 30 i giorni di allontanamento. Da menzionare anche le misure svolte o in fase di
organizzazione nel campo della formazione grazie alla piena collaborazione
delle associazioni di categoria.
Braccialetto elettronico per gli stalker
Dal primo
gennaio 2022 vi è inoltre la possibilità per le vittime di stalking e violenza
domestica di chiedere al giudice civile di dotare l’autore di un dispositivo
elettronico. "Non si tratta di una misura penale e serve a
controllare che un ordine di un giudice di non entrare in un determinato perimetro
della vittima venga rispettato”, ha precisato Andreotti.
Attività per sensibilizzare
L’Aggiunta alla direttrice della Divisione
della giustizia, Monica Bucci, ha poi presentato le numerose attività previste,
nell’ambito della sensibilizzazione, sia in occasione della Giornata cantonale
per la lotta alla violenza domestica prevista sabato 25 novembre in Piazza
Nosetto, nell’adiacente Palazzo Civico e a Palazzo delle Orsoline a Bellinzona, sia nel corso dei “16 giorni di attivismo contro la
violenza di genere”. “Abbiamo organizzato un ciclo di
eventi di quattro serate”, ha
spiegato Bucci. La quarta e
ultima sarà in realtà una giornata i cui obiettivi “concernono la sensibilizzare della popolazione e la volontà, tramite
un workshop, di lavorare in collaborazione per capire quali sono i possibili margini
di miglioramento. Per questo motivo, la presenza delle Istituzioni è
fondamentale”.
L’aspetto medico
Infine, il Dottor Mattia Lepori, vice capo
area medica dell’EOC, ha illustrato la modalità di gestione dei casi di
violenza domestica nei servizi di Medicina d’Urgenza e Pronto soccorso
dell’Ente ospedaliero, ricordando come da gennaio a fine settembre i casi di
violenza domestica registrati dagli operatori sanitari presso le sette
strutture dell’EOC sono stati complessivamente 161. “Fino a fine 2020 noi operatori sanitari
sottostavamo all’obbligo di segnalare ogni vittima di reato o sospetto reato
all’autorità inquirente”, ha ricordato Lepori. Da marzo 2021 invece, la segnalazione dei casi di violenza domestica che si presentano al pronto
soccorso “necessita del consenso della vittima. È stato un grosso cambiamento, poiché implica il farsi carico
anche di un processo di sensibilizzazione degli operatori e delle vittime, sulla
necessità che siano loro a portare avanti un’eventuale domanda di perseguimento
dell’autore”. Questo “presuppone una serie di parametri quali la messa in sicurezza
fin dall’arrivo della vittima, l'assicurarsi della massima confidenzialità nel trattamento
dei dati, la valutazione del rischio della presenza di una recidiva, la raccolta della
documentazione clinica, l’orientamento delle vittime al momento della loro
dimissione, l’accompagnamento in un’eventuale procedura di segnalazione e, infine, l'assicurarsi che la dimissione avvenga in modalità sicura”.

