Italia-Svizzera
Vitta: "Fiduciosi, l'entrata in vigore dell'accordo sembra vicina"
Ginevra Benzi
02.02.2023 08:00

Foto: © Crinari / Ticinonews
L'accordo sui frontalieri ha trovato approvazione anche a livello ticinese. Christian Vitta, da noi interpellato, si è infatti detto soddisfatto, anche se ammette che qualche preoccupazione, da entrambe le parti, non manca.
Il via libera dal
Senato italiano all’accordo sui frontalieri annunciato ieri non ha trovato solo
soddisfazione fra le file della politica italiana, ma anche Ticinese. Questo
accordo, lo ricordiamo, sostituisce quello in vigore dal lontano 1974, e
dovrebbe entrare in vigore nel 2024. Nell’attesa che ora anche la Camera
approvi l’intesa italo-svizzera, anche a livello ticinese questa è stata
accolta a braccia aperte. Ai nostri microfoni il direttore del Dipartimento delle finanze e dell’economia
Christian Vitta si è infatti detto soddisfatto e fiducioso
sull’entrata in vigore di questo disegno di legge nel breve termine, anche se qualche
preoccupazione inizia a farsi sentire in ambo le parti.
“Una convergenza delle forze politiche”
“Il passaggio al
Senato ora spiana sicuramente la strana in tempi abbastanza rapidi a livello italiano”,
spiega Vitta, precisando che l’accordo non solo è stato approvato dal Senato, “ma
è stato approvato con una quasi unanimità totale. Questo significa che vi è una
convergenza delle varie forze politiche”. Oggi è quindi possibile affermare con
un po’ più di certezza che a partire dal 1° gennaio 2024 “questo accordo entrerà
in vigore dopo tanti anni di negoziazione”.
Soddisfazione, ma anche tante preoccupazioni
Tanta soddisfazione,
ma anche qualche certezza in più rispetto agli episodi passati, come conferma
Vitta. “Perlomeno c’è uno scenario di riferimento che è abbastanza chiaro e che
ha una buona probabilità di essere messo in vigore”. Quello che per Vitta è
interessante notare è il fatto che attorno all’iter di approvazione di questo
accordo in Italia “è anche emersa la preoccupazione da parte italiana del tema
del frontalierato in termini di perdita di forza lavoro e competenze sul
territorio”. Ma anche dal lato ticinese le preoccupazioni non sono totalmente
assenti, “per noi è piuttosto la pressione sul mercato del lavoro e sui salari”.
Una preoccupazione comune, quindi, che tocca lo stesso ambito ma da due diverse
prospettive e che rappresenta “un terreno su cui dialogare e confrontarci con
la Regione Lombardia per trovare elementi e meccanismi che permettano alle due
regioni di gestire meglio questo fenomeno”. Elementi che andranno poi trasmessi
a Berna e a Roma, “come si è fatto con l’accordo sui frontalieri”, ha concluso
Vitta.

