Politica
Zali, i partiti chiedono un passo indietro immediato
Redazione
01.09.2026 18:21

Dopo il nuovo procedimento per reati contro l’integrità sessuale, i partiti ticinesi ritengono opportuno che il consigliere di Stato faccia un passo indietro, nel rispetto della presunzione d’innocenza.
La nuova inchiesta giudiziaria che coinvolge Claudio Zali scuote ulteriormente la politica ticinese. Il consigliere di Stato dimissionario è indagato per reati contro l’integrità sessuale, in un procedimento che si aggiunge a quello già aperto per tentata coazione e abuso di autorità nel caso del 14enne detenuto alla Farera. Zali è stato interrogato dai magistrati e ha respinto ogni addebito, professandosi innocente. Di fronte alla nuova vicenda, il Consiglio di Stato si è riunito questa sera in seduta straordinaria e ha chiesto al collega di lasciare immediatamente la carica, senza attendere la scadenza delle dimissioni da lui fissata alla fine di settembre. Zali, per il momento, non ha dato seguito alla richiesta. Se entro domani non arriverà un passo indietro, il Governo è pronto a procedere autonomamente alla ridefinizione della conduzione del Dipartimento del territorio. Facendo un giro tra i partiti ticinesi, la posizione è chiara: tutti chiedono un passo indietro al consigliere di Stato dimissionario, prima del termine da lui stabilito a fine settembre.
Il Centro: «Il vaso è traboccato»
Il presidente del Centro Fiorenzo Dadò non usa mezzi termini: «A questo punto credo che il vaso non è solo colmo, ma è almeno traboccato. Io credo che un minimo di buon senso dovrebbe indurre l’attuale consigliere di Stato a lasciare immediatamente la sua carica al suo successore». E in caso contrario, aggiunge: «Il Consiglio di Stato deve assolutamente riunirsi e provvedere in tal senso».
PLR: «Opportuno anticipare le dimissioni»
Il presidente del PLR Alessandro Speziali parla di «un’altra triste notizia su temi molto delicati e molto gravi, in un momento particolarmente difficile per le istituzioni». E precisa: «Noi evidentemente confidiamo che la magistratura chiarisca ogni millimetro di questa vicenda e di tutte le altre vicende». Ma la presunzione d’innocenza, secondo Speziali, non impedisce di chiedere un passo politico: «Non si tratta di venir meno alla presunzione di innocenza, ma penso che per correttezza istituzionale verso la posizione dei colleghi, per evitare a loro ulteriori difficoltà e per senso istituzionale sarebbe opportuno anticipare il termine di queste dimissioni».
PS: «Non ci sono più le basi per la fiducia»
«Questa ennesima notizia che riguarda Claudio Zali ci preoccupa molto», ribadisce Danilo Forini, vicepresidente del PS. Anche lui richiama la presunzione d’innocenza, ma ritiene che la situazione abbia ormai compromesso il rapporto di fiducia con le istituzioni: «Tutti hanno diritto a un processo, c’è la presunzione di innocenza, ma se i reati contestati fossero confermati, sarebbe evidentemente grave, anzi gravissimo». E aggiunge: «Noi riteniamo che ci dovrebbe essere tolleranza zero nei confronti della violenza sessuale per un consigliere di Stato, ma in generale». La conclusione è netta: «È chiaro che non ci sono più, a nostro parere, le basi per avere un rapporto di fiducia tra la popolazione e una figura politica chiave come quella di un consigliere di Stato. Pensiamo davvero che sia un gesto di responsabilità istituzionale da parte sua oggi anticipare le dimissioni a subito».
Verdi: «Prima la credibilità delle istituzioni»
Per Greta Gysin dei Verdi il punto centrale è la credibilità delle istituzioni: «La credibilità delle istituzioni dovrebbe venire prima delle persone che vi siedono e alla luce dei nuovi fatti emersi oggi sarebbe opportuno che Zali lasciasse la carica già adesso senza aspettare la fine del mese». Secondo la consigliera nazionale, il Ticino si trova «in una profonda crisi istituzionale»: «Un passo indietro da parte di Zali sarebbe un passo verso la ricostituzione di quella fiducia veramente necessaria da parte della popolazione». E, se Zali non dovesse fare questo passo, la palla tornerebbe al Governo: «Spero che il Consiglio di Stato domani tolga qualsiasi responsabilità al ministro Zali».
UDC: «Difficile accettare che resti in carica»
Più prudente sul merito delle accuse, Alain Bühler capogruppo UDC in Gran Consiglio, ribadisce che i fatti dovranno essere chiariti dalla magistratura: «Mi astengo dal commentare direttamente. Questo nuovo avvicendamento giudiziario su Claudio Zali, per quanto attiene ai fatti, devono essere corroborati dalla procedura giudiziaria e ovviamente vale la presunzione di innocenza fino al termine della procedura». Ma sul piano politico la posizione è altrettanto chiara: «Due procedimenti penali aperti a carico di un consigliere di Stato, dopo tutto ciò che è accaduto quest’estate, trovo veramente difficile poter accettare una sua permanenza in carica fino alla fine di questo mese». Il motivo, conclude Bühler, è anche istituzionale: «Stiamo cercando di ricostruire la fiducia dei cittadini nelle istituzioni e una sua permanenza oggi rende la cosa molto più difficile».

