Ticino
Zone umide, ecosistemi fragili e fondamentali
Redazione
02.02.2024 20:17

Dagli anni '90 a oggi, il 65% di questi ecosistemi sono stati cancellati dall’attività umana. Oggi ricorre la giornata internazionale pensata per sensibilizzare sul tema.
Un tempo erano considerate aree malsane e venivano
bonificate. Oggi sono ecosistemi protetti per la loro importanza per la vita e
la biodiversità. Stiamo parlando delle “zone umide”: paludi, torbiere, stagni e
biotopi, di cui oggi ricorre la giornata internazionale, pensata per sensibilizzare
e proteggere ecosistemi fragili e fondamentali. “La zona
umida è il punto di incontro dell’acqua con la terra ferma e crea un insieme di
transizione dal più acquatico al più umido”, spiega ai nostri microfoni Nicola
Patocchi di Pro Natura, raggiunto da Ticinonews alle Bolle di Magadino. “Ha una funzione importante, perché assorbe e produce molto materiale vegetale
e stocca, ad esempio, la CO2. In estate certe paludi hanno una produttività
che equivale a quelle di una foresta tropicale, al metro quadro”.
Ciò che rimane oggi è una solo una piccola percentuale
Parliamo di ecosistemi fondamentali per la biodiversità. Basti
pensare che in tutto il mondo si stima che circa il 7% delle terre emerse sono
zone umide. E in questo 7% si trova il 40% della biodiversità globale. Eppure,
dagli anni '90 a oggi, il 65% delle zone umide sono state cancellate dall’attività
umana. “Questi habitat si trovano in aree molto contese, vicino all’acqua, e la
loro distruzione è un problema a livello mondiale. Anche in Svizzera le aree che rimangono, come le Bolle di Magadino, sono solo una piccola percentuale
rispetto a ciò che c’era prima”, rimarca Patocchi.
Una convenzione per la tutela di questi luoghi
A livello di tutela, nel 1974 il Consiglio federale ha
sottoscritto un’importante Convenzione internazionale, la Convenzione di Ramsar.
“I Paesi che l’anno sottoscritta si sono messi d’accordo per tutelare le loro
zone umide più importanti”. Oggi in Svizzera ci sono undici siti definiti
Ramsar, tra cui le Bolle, unico in Ticino. Undici siti “che corrispondono allo
0,35% del territorio nazionale. Ci si rende conto che sono davvero una piccola
porzione ma, per fortuna, almeno questa riusciamo a tutelarla”, termina
Patocchi.

